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Professione quizzarolo Vincere ai giochi in tv può essere facile... e pericoloso
Accendere la tv e attaccarsi al telefono, sperando di partecipare al gioco a premi lanciato dalla trasmissione di turno. Logorarsi i polpastrelli digitando il numero e sentire dall'altra parte solo il segnale di occupato. Un'esperienza che molti hanno provato, attratti da auto, parure o semplici biglietti per un concerto e che in tanti ha lasciato un senso di frustrazione di fronte al muro del "tutututu". Anche per superare questi momenti grigi, esiste ormai da anni un'associazione che riunisce tutti i concorsisti d'Italia, l'Ancit. La fondatrice e presidente, Roberta Cangemi, dà alcuni consigli per affrontare i giochi tv e racconta aneddoti singolari.
Come e quando è nata l'Ancit? È stata fondata il 3 giugno '93. L'idea nacque da me, dopo che iniziai a partecipare al telefono a giochi televisivi. La prima volta in cui presi la linea mi accorsi di quanto fosse difficile, non solo prenderla ma anche scoprire come ci si prenotava: non quando lo diceva il conduttore ma alcune ore prima. Decisi allora di fondare un'associazione per dare maggiori informazioni a chi giocava in tv. Una cosa nuovissima: mi inventai da zero lo statuto e creai il giornalino dell'associazione (vedi box a lato, ndr.) che da 4 è passato ora a 24 pagine e si occupa anche di giochi sulle radio e su internet. Per associarsi all'Ancit basta versare una quota mensile; la nostra non è un'associazione a fini di lucro, ciò che ognuno vince se lo tiene.
Cos'è cambiato da allora per voi? All'inizio ci interessava solo conoscere gli orari di prenotazione; poi abbiamo capito che potevamo aiutarci l'un l'altro a vincere, creando una rete e aiutandoci in tempo reale per trovare delle risposte.
Ovvero? Quando partecipiamo a un gioco cerchiamo di prendere la linea usando un dialer che compone automaticamente il numero più volte, lasciandoci libere di fare altro nel frattempo; quando si prende la linea e si viene estratti per giocare, cominciamo subito a contattarci tra noi tramite un'altra linea, cercando persone che potrebbero essere sintonizzate sul programma in quel momento e che potrebbero conoscere la soluzione del gioco.
Come fate a sapere chi sono? Ormai si sono formati dei gruppi in base al tipo di gioco e di competenze, gruppi che i nostri associati conoscono. Inoltre esiste una linea telefonica particolare alla quale chiamare per avere aiuto in caso di domande complesse.
Come funziona il dialer di cui parlava prima? Il dialer ha una storia particolare. È un marchingegno che inventai io, che sono programmatrice, insieme a un amico ingegnere. Non lo avevo ancora brevettato, quando lo mostrai in tv a una troupe della Rai che mi intervistava presso la sede Ancit. Ebbene, un nostro ormai ex socio mi soffiò idea e apparecchio e li inviò a un'azienda pugliese, che in breve lo fabbricò e brevettò.
Immagino se la sia presa... Intanto la persona in questione si dimise volontariamente dall'Ancit. Io preferii accordarmi con quella azienda, di modo che producesse una versione del dialer leggermente modificata, ad uso esclusivo dell'associazione. Mentre l'apparecchio base ripete in numero10 volte, il nostro lo fa 250 volte per 20 minuti circa. Se alla fine non ha preso la linea, si preme un tasto e il dialer ricomincia. La nostra versione costa anche un po' meno rispetto all'altra, circa 180mila delle vecchie lire.
Com'è il mondo dei concorsi telefonici in tv? Non c'è grande trasparenza. Pensi che l'Ufficio concorsi in Rai non esisteva fino a quando ci siamo costituiti: i suoi componenti ci hanno "accusato" di averli costretti a crearlo. Ciò che continua a non esistere è la garanzia della presenza di un notaio: chiediamo che le estrazioni dei premi siano fatte in modo regolare e che il notaio sia presente, sia che ci siano in palio dei biglietti per il cinema che dei milioni.
E dei conduttori, cosa può dire? In alcune trasmissioni, quando prendiamo la linea ci viene chiesto se siamo concorsisti e, se diciamo di sì, veniamo subito esclusi. È capitato in programmi di Paolo Limiti e di Licia Colò. Lo stesso accade se partecipiamo a dei provini. Ne ho fatto uno il mese scorso per un programma Rai, la società che me lo ha fatto mi ha detto che lo avevo superato e avrei potuto partecipare alla trasmissione "a meno che la Rai non metta il veto". Nessuno mi ha fatto sapere più nulla. Evidentemente il veto c'è stato...
In Mediaset? Su Mediaset c'è "Passaparola" con Gerry Scotti, che è il massimo della simpatia e della correttezza; l'opposto di Limiti, parziale, disposto a suggerire ai piagnoni e inflessibile con gli altri. Inoltre il gioco di Scotti non è difficile, non ha domande impossibili come per esempio quello di Amadeus, tanto per non fare nomi.
Chi sono i vostri campioni di vincite? Il fuoriclasse si chiama Carlo Menozzi, emiliano, che è entrato nel Guinness dei primati per aver vinto oltre 2000 premi, tra cui una decina di auto. Quelli che hanno vinto di più, oltre a lui si sono portati a casa alcune centinaia di milioni di vecchie lire, in controvalore per i vari premi. Io 150 milioni circa.
È mai stata bidonata? Con le tv e le radio locali spesso si prendono delle fregature. Consigliamo infatti ai nostri associati di giocare sulle reti nazionali. A me capitò di vincere uno shearling tramite una rete locale e di ritrovarmi con un giubbotto di cartone. Peggio accadde con Baudo. Anni fa, nel '94, con il suo gioco "Tutti a casa" vinsi una parure di gioielli in oro e brillanti del valore di 15 milioni di lire: mi arrivò a casa una parure in oro e zirconi del valore di circa 1 milione e 200mila lire. Decisi di fare causa, ma dall'Ufficio concorsi mi fecero capire che se avessi proceduto mi avrebbero tagliato fuori da qualsiasi gioco futuro. Masticai amaro ma lasciai perdere: non volli perdere l'occasione di ulteriori vincite. Feci bene: dopo pochi giorni vinsi una Rover 111, con "Domenica in", anche allora condotta dalla Venier.
10
gennaio
2003
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