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Telefilm: la svolta noir

Chirurghi plastici spietati e onoranze funebri: "Nip/Tuck" e "Six feet under" sbarcano in Italia

I tempi dei Cunningham sono passati da un pezzo, ma anche quelli dei Robinson. I telefilm di ultima generazione hanno scardinato il concetto di famiglia ("Will & Grace"), sono caratterizzati da una svolta macabra ("C.S.I" insegna) e puntano tutto sulle atmosfere noir e su un pizzico di cattiveria. Italia Uno si è assicurata gli ultimi successi americani che vanno in questa direzione, due serial destinati a far salire gli ascolti. Il primo, "Nip/Tuck", in onda dal 5 marzo, ha raggiunto negli States i 3 milioni di telespettatori. Racconta le vicende di due chirurghi plastici, Sean McNamara (Dylan Walsh) e Christian Troy (Julian McMahon), che gestiscono una clinica privata a Miami, Florida. Sean, padre di famiglia in piena crisi matrimoniale e di mezza età, viene saltuariamente colto da scrupoli; Christian è belloccio, spietato e pieno di donne, rifatte e non, che usa e getta con regolarità. Insieme modellano seni, sollevano glutei di ventenni insoddisfatte, modificano i volti di gemelle monozigoti che non sopportano più di essere scambiate l'una per l'altra e rifanno i connotati a criminali in fuga. Non frenano il bisturi di fronte a nessuna richiesta, soffiano sul fuoco delle vanità e mostrano un aspetto della professione medica che non è piaciuto per niente ai chirurghi plastici americani e inglesi. Rod Rohrich, presidente dell'American Society of Plastic Surgeons, si è sentito in dovere di affermare che «non c'è alcun realismo in tutto ciò», mentre il presidente della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, ha commentato: «Lo show non ritrae scene di vita reali e fa un disservizio a milioni di pazienti che hanno beneficiato di tali procedure cosmetiche». E l'audience sale.

Parte mercoledì 24 marzo, in seconda serata, "Six feet under", sei piedi sotto. In America il telefilm è già un cult ed è giunto alla terza edizione, anche grazie all'abile mano del co-scrittore e co-produttore Alan Ball, sceneggiatore di "American beauty". Prodotta dal colosso Hbo, che di serie di successo ne sforna una via l'altra (da "Sex and the city" a "I Soprano"), è stata definita la commedia più nera della televisione. È la storia di una famiglia che gestisce, a Los Angeles, un'agenzia di onoranze funebri. Tra un cadavere e l'altro, si alternano le vicende dei Fisher. Fondatore dell'impresa è Nathaniel, che però è morto, ma ricompare nei ricordi e flashback dei figli e della moglie, Ruth. Poi ci sono i Nate e David, i due eredi maschi, e Claire, la femmina. Nate è il più combattuto, in bilico fra il lavoro e la difficoltà di portare avanti la sua complicata vita familiare. David Fisher è il più giovane, si è appena trasferito ed è alle prese con relazioni problematiche. Claire è la più irrequieta, dotata di uno spiccato talento artistico. Il tutto inframmezzato da sepolture, corone di fiori, corpi da svestire, rivestire e truccare, parenti dei defunti che vengono a scegliere la cassa e il colore della fodera interna. Troppo trash? La serie è stata insignita di numerosi premi: 7 Emmy Award, 2 Golden Globe, 3 Artios, un Art Directors Guild, un DGA Award, un Peabody Award, un TCA (Television Critics Awards).

19  marzo  2004

  Giorgia Camandona
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"C.S.I." Big Apple
Sarà molto probabilmente Gary Sinise, l'attore candidato all'Oscar per "Forrest Gump", a interpretare la parte di uno dei due protagonisti di "C.S.I.: New York", il secondo spin-off tratto dall'originale "C.S.I. - Scena del crimine", dopo "C.S.I.: Miami". Lo rivela in anteprima il sito del Telefilm Festival, l'unica manifestazione al mondo interamente dedicata alle serie tv, in programma dal 6 al 9 maggio a Milano. Proprio nel corso della kermesse saranno proiettati episodi inediti sia di "C.S.I." che di "C.S.I.: Miami", nonché i nuovi e inediti serial polizieschi "Cold Case", "NYCS" e "Without a trace". Gary Sinise sarebbe stato scelto dalla produzione dopo la rottura delle trattative con Andy Garcia. «Ci sono buone possibilità che Gary sia della partita - ha commentato l'ideatore di "C.S.I." Anthony Zuiker - anche se ha espresso qualche perplessità sui tempi lunghi di lavorazione che necessita una serie televisiva».
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