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La Repubblica del lifting "Bisturi, nessuno è perfetto" con Platinette e Irene Pivetti, dove le tette si rassodano e i nasi si raddrizzano a beneficio dell'audience
Italia, Repubblica del lifting. In un Paese dove il "buon esempio" viene dato dal presidente del Consiglio, non ci si deve stupire se anche i cittadini prendano la via della chirurgia plastica con tutti gli onori delle telecamere. Un po' "Carramba che sorpresa", un po' "C'è posta per te", "Bisturi, nessuno è perfetto" è in realtà la versione hard del vecchio "Il brutto anatroccolo" nel quale i concorrenti dopo qualche modifica al look diventavano meno inguardabili. Qui il principio è lo stesso, ma al posto del parrucchiere c'è un chirurgo plastico. Condotto da Irene Pivetti e Platinette (già ribattezzate Stanlio e Ollio al femminile), a metà delle 4 puntate previste il programma conferma il proprio successo televisivo, seppure in leggero calo, con 3 milioni 680mila spettatori e il 14,86% di share il 3 febbraio scorso.
La prima serata del martedì di Italia1 sfrutta un meccanismo molto semplice: quello del brutto prima e del bello dopo, fra trasformazioni epocali e semplici aggiustamenti. Il debordante didietro della prima concorrente Laura viene bucherellato da cannule che ne aspirano grasso in gran quantità. Dopo è tutto un altro sedere. Anche il naso già enorme di Vincenzo, colpito da una testata in una colluttazione, torna a dimensioni ragionevoli grazie alla rinoplastica gentilmente offerta dagli sponsor di questo format che già in America su Abc ha avuto e continua ad avere un incredibile successo e che ora sbarca in Italia. La tetta prima avvizzita di Rosaria diviene con la magia del silicone turgida e rotonda. Contento anche il compagno in sala che per l'occasione le fa una pubblica dichiarazione d'amore e di matrimonio in stile "Stranamore".
Poi c'è la storia di Manuela, giovane psicologa alle soglie del matrimonio, che mostra le proprie orecchie enormi. E per di più uno più grande e sporgente dell'altro. Roy de Vita, primario di chirurgia plastica dell'Istituto dei tumori di Roma "Regina Elena", soppesa e decide di intervenire su entrambi i padiglioni. La mamma si dichiara contraria, d'altra parte si sa, "un'operazione è sempre un'operazione". Seguono le immagini truculente del primario che taglia e cuce mentre la paziente è stata sottoposta ad anestesia locale. Dopo l'intervento, davanti allo specchio dice: «Per la prima volta nella mia vita posso farmi vedere da tutti coi capelli sciolti». Il risultato si vede: se prima sembrava Dumbo, ora la giovane psicologa assomiglia soltanto a Spock.
Ma "Bisturi" sfrutta anche i meccanismi di suspense già collaudate nelle nomination del "Grande Fratello". E la Barbara D'Urso del caso è il chirurgo plastico che decide di volta in volta se operare oppure no. Quando lo comunica manca soltanto un rullo di tamburi: «Dopo un attento esame della documentazione medica e stando a quello che ci siamo detti... possiamo fare l'intervento» la pausa è d'obbligo e il paziente in attesa dovrà aspettare qualche secondo prima di conoscere il verdetto che in qualche caso è negativo. Come per il giovane panzone al quale viene consigliato invece di muoversi un po' di più e di fare una dieta. Il chirurgo dice invece di sì alla gelataia Gloria che può così sfoggiare quel naso alla francese che mai si sarebbe potuta permettere con i suoi 750 euro di stipendio mensile.
"Bisturi" eredita il rito dello specchio che già era presente nel "Brutto anatroccolo". Davanti alla propria immagine riflessa il concorrente deve necessariamente recitare la parte di chi è sorpreso, di chi non si è mai visto dopo l'intervento. Il risultato, salvo qualche bravo attore, è quello della frase preparata prima e ripetuta poi senza convinzione. «Che cosa dici alla nuova Rosaria?», chiede Irene Pivetti. «Bellissima, bellissima - risponde la concorrente - ci voleva proprio. Mi fa stare proprio bene». E poi c'è il meccanismo della porta magica, il sipario che divide il protagonista dai parenti o dagli amici in attesa di incontrare il miracolato di turno. In tanta finzione - e risulta paradossale - la più genuina sembra Platinette che di tanto in tanto lancia urletti provocatori: «Tetta nuova, gratis!». Oppure: «Io ho capito perché ha rifatto il seno. Perché così fa da contrappeso col didietro. Scusi sa, ma ha proprio un bel culo».
6
febbraio
2004
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