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"La talpa" contro "la casa" Un giallo, un montepremi, 12 vip e un sabotatore. Alla conduzione Amanda Lear. La ricetta del nuovo reality show di Raidue, che, moralmente, deve battere il "Grande fratello"
«La gente è stufa di stare a guardare uno sconosciuto, chiuso in una casa, che si lava i denti». Con questa frase, che sintetizza perfettamente lo spirito del programma, Amanda Lear presenta ai giornalisti il nuovo reality show che condurrà tutti i venerdì sera, a partire dal 30 gennaio, su Raidue: "La talpa". Location esotica (penisola dello Yucatan, Messico), cattiveria, vip in difficoltà, prove al limite della sopportazione, un mistero da svelare e tanta concorrenza al reality meno mutevole della storia della tv: il "Grande fratello", uguale a se stesso di anno in anno. Lo show promette bene e, per la prima volta, il pubblico è invitato a partecipare in modo attivo, non solo tramite il televoto per l'esclusione dei concorrenti. Un mix tra tv verità e fiction, tra quiz e reality.
«I concorrenti - spiegano gli autori - saranno spontanei al massimo, non dovranno recitare né seguire un canovaccio, ma tra loro uno sarà l'infiltrato, la talpa che dovrà sabotare il gioco e tentare di portarsi a casa il bottino del montepremi. Toccherà ai suoi compagni indovinare di chi si tratta, ma anche alla gente a casa. Coloro che scopriranno chi è il sabotatore, si divideranno il premio. Certo, a meno che la talpa non riesca a ingannare tutti...». Insomma, un vero e proprio giallo. E anche un vero e proprio investimento: per realizzare il programma la Rai ha messo in pedi una macchina da guerra. Soltanto in Messico saranno impegnate 120 persone di troupe, tra cameraman, autori, medici generici e psicologi. Ogni puntata in studio costerà 300mila euro circa. Più il collegamento satellitare in diretta, più i costi messicani. Tra gli ospiti della prima serata, a fare da opinionisti e attizzadibattiti, ci saranno Vittorio Sgarbi e Marta Marzotto. A raccontare la settimana dei famosi, sul posto, il giornalista Guido Bagatta.
Il luogo in cui si svolgono le riprese è top secret (ma c'è da giurare che lo sarà per poco), si sa solo che l'hacienda che ospita i vip si trova a metà strada tra Merida e Valladolid. «Vogliamo evitare - spiega il direttore di Rai due Antonio Marano - che succeda quel che è successo per "L'isola dei famosi": che centinaia di giornalisti arrivino a disturbare l'isolamento dei vip e che si progettino tour organizzati». Qualcuno dalla platea dei giornalisti avanza un dubbio: perché il servizio pubblico spende tanto per uno show e soprattutto per i reality (in arrivo su Raidue ce ne saranno un altro paio)? Risponde Marano: «Perché nella nostra programmazione facciamo soprattutto informazione, sport e programmi per bambini, dunque tv di servizio. Solo il 14% del nostro tempo è dedicato agli spettacoli. E poi perché - ammette candido - mi tocca prendere anche i reality già acquistati dall'azienda ma che altre reti non vogliono più».
Inutile dire che "La talpa" è un format, già andato in onda in altri Paesi, Stati Uniti compresi. L'ideatore è un belga, ma lo show è stato largamente modificato per essere adattato ai gusti degli italiani. Tra gli autori nostrani anche un giallista e un profiler, un esperto in psicologia criminale, perché il clou del programma dev'essere questo: il mistero, l'indagine. La caccia alla talpa deve appassionare i telespettatori, che tramite sms o telefono possono improvvisarsi Sherlock Holmes. «Un esperimento del genere - spiegano gli autori - è stato tentato in passato solo nel 1959 con il programma "Giallo club, invito al poliziesco". Fu un successo, vogliamo riprovarci». I 12 vip che si sono candidati al gioco (Marco Predolin, Davide Ricci, Don Backy, Karim Capuano, Michael Kenta Andrea Lucchetta, Samantha De Grenet, Brigitte Nielsen, Clarissa Burt, Nadia Rinaldi, Alessia Ventura, Angela Melillo) sono stati selezionati tra tanti. «Dopo il successo dell'Isola - racconta Silvio Testi, titolare del format per la Triangle Production e marito della Cuccarini - ci siamo potuti permettere di scegliere tra il doppio, se non il triplo di candidati famosi. Infatti abbiamo alzato il tiro, c'è gente più conosciuta questa volta, anche se molti ai provini si sono persino detti disposti a fare tutto gratuitamente». Già, perché i vip, compresi quelli dell'Isola, ricevono un compenso di "appena", come dice Marano, 2mila, 2mila e 500 euro al giorno per il disturbo. D'altra parte, valgono l'ingaggio perché, come spiega magistralmente Amanda «la gente sa che queste persone sono abituate al lusso e al room service e si diverte a vederli nella merda»...
30
gennaio
2004
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