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Le supposte di Bonolis

Un comizio di mezzora che ha sfondato tutti i record d'ascolto: oltre 15 milioni di telespettatori hanno guardato "Affari tuoi"

«Nella vita ci sono le cose reali e le cose supposte. Se da una parte mettiamo le cose reali, le supposte dove le mettiamo?». La frase "a effetto" a conclusione di un comizio lungo oltre quaranta minuti è stata pronunciata da Paolo Bonolis la sera del 19 gennaio 2003 in diretta su Raiuno. D'ora in avanti la televisione non sarà più la stessa. Il forte rumore di niente che cantava Francesco De Gregori qualche anno fa si è fatto frastuono e a farne le spese sono i telespettatori. Chi può permetterselo migra verso il satellite e i poveracci sono costretti a guardare questa tv. O forse no, l'alternativa è sempre il pulsante rosso del telecomando, lo spegnimento, lo sciopero dei telespettatori e una colpa grande ce l'ha proprio chi anziché uscire di casa, passa le sere davanti al piccolo schermo. Qualcuno si è pure stancato e ha chiesto il rimborso del canone Rai.

Lo sproloquio di Bonolis infatti l'hanno visto in oltre 15 milioni con uno share del 45,88. E se "Affari tuoi" ha guadagnato spettatori, "Striscia la notizia" continua a perderli: risultato inferiore alla media, in 8 milioni e 300mila hanno guardato Greggio e Iacchetti. Considerando poi che in diretta dagli studi Mediaset i due comici avevano uno schermo che riprendeva in diretta Bonolis per deriderlo, in totale Raiuno ha fatto 23 milioni di spettatori che non è male. La polemica dunque va avanti, le tv guadagnano, i giornali riempiono le pagine, persino i forum del sito Rai.it cominciano a essere frequentati.

La querelle ha inizio quando i pacchi di "Affari tuoi" cominciano a incuriosire più della solita buffonata che da 15 anni Ricci propina agli italiani. Ed è tutto dire. Il format di Endemol Italia è fatto apposta perché il meccanismo del gioco catturi implacabilmente. Se per caso, facendo zapping, capita di finire su Raiuno dopo il tg, non c'è verso: vuoi vedere per forza come va a finire. Poi lui, il presentatore che fu di "Ciao Darwin" e che quest'anno guida "Domenica in", ci mette del suo, partecipa alla partita di ogni giocatore, si fa toccare il sedere, mette alla berlina chiunque nello studio, dal notaio al cameramen, compiaciuto e burlone, irresistibilmente simpatico per i più.

Quindi è accaduto che quelli di "Striscia", che fino a qualche tempo fa avevano Bonolis dalla loro parte, sono stati superati in ascolti. E allora non ci hanno più visto e hanno cominciato l'attacco prendendo il "taroccatore" alla lontana. Sono partiti dall'ospitata della maga a "Domenica in" e, giustamente, non gliel'hanno risparmiata. L'11 gennaio in chiusura di "Domenica in" Bonolis sbotta in diretta contro Ricci: «Una volta tanto, te lo dico con il cuore, vergognati. Non puoi dire che sponsorizzo chi manipola il dolore della gente». Ricci replica: «Siamo al delirio di onnipotenza». Poi, assestato il primo colpo, il regista di "Striscia" ha pensato di fare di più e meglio, pescando qua e là nei peccati veniali di "Affari tuoi". La storia dei giocatori mezzi-attori e mezzi-figuranti fa il resto.

Ma come quando nelle liti dei bambini intervengono i genitori, le cose si fanno serie. Lo scontro approda ai vertici Rai: la presidente Annunziata scrive al presidente Confalonieri per chiedere di smorzare i toni, il direttore generale Cattaneo avvia un'audit interna per fare chiarezza sulla vicenda ma annuncia che l'azienda è pronta a tutelarsi in tutte le sedi. Anche la Endemol Italia fa sapere che si riserva di approdare alle vie legali. Infine sui giornali ci si mette anche l'onnipresente trend-setter Klaus Davi che arriva a sentenziare: «"Affari tuoi" è di destra, "Striscia la notizia" è di sinistra» e siamo davvero alla frutta. Come andrà a finire? A tarallucci e vino come sempre in questi casi. C'è da scommettere in un catartico abbraccio fra Ricci, Greggio, Iacchetti e Bonolis. La polemica è stata sfruttata fino in fondo ed è proprio Enzo Iacchetti a chiuderla: «La guerra è finita» dice durante la conferenza stampa di presentazione della fiction tv "Benedetti dal Signore" nella quale, in coppia con Ezio Greggio nei panni di Fra Giacomo, interpreta Fra Martino. Come faranno a conciliare la cattiveria usata con Bonolis con il buonismo in salsa trash delle storie edificanti di due frati è francamente un mistero. La polemica farà certamente da traino alla fiction. E intanto le supposte di Bonolis hanno preso il volo, attraverso l'etere.

23  gennaio  2004

  Daniele Passanante
  dalla rete
Striscia la notizia A Ricci un po' "glie rode" per il successo di "Affari tuoi"
Paolo Bonolis La biografia del bravo presentatore
Telefono antiplagio I favoritismi di casa Ricci

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Come bambini
Un monito arriva anche dai pubblicitari. Marco Mignani, direttore creativo di Euro Rscg Mcm commenta: «Scambi di battute e di accuse, interviste fiume per sostenere le proprie ragioni, tapiri giganti - dice - sembra di assistere allo scontro di due bambini. La televisione ha bisogno di ben altro». Secondo Mignani, queste liti "non risolleveranno le sorti del piccolo schermo. Gli ascolti dei grandi contenitori danno ormai segni di evidente crisi. La prova del nove sarà questa edizione di Sanremo, in cui si dimostrerà se la televisione è veramente capace di rinnovarsi".
Ricci, la volpe e l'uva
Commentando gli scivoloni sugli ascolti, il patron di Striscia sembra uscito da una favola di Esopo: «Qualsiasi siano i risultati d'ascolto da domani in poi, m'importa poco. Quello che mi interessa è che "Striscia la notizia" continui a fare quello che ha sempre fatto, ovvero un occhio critico sulla realtà televisiva e non. Sono due modi di fare televisione completamente diversi. Uno si rivolge alla testa e uno alla pancia. Io questa sera ho apprezzato l'arrampicata sugli specchi di Bonolis».
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