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Il re Nudo

Dall'ombra alla luce dei riflettori del podio dell'"isola dei famosi". Ora Walter Nudo si gode la gloria e incontra i fan nella chat di Libero.it

Eccolo Walter Nudo, dall'Isola dei Famosi alla chat di Libero: cappellino, jeans e maglione. Sembra uno come tanti, invece sull'Isola ha stravinto superando tutti i tentavi di eliminazione e battendo in finale Giada De Blanck con l'87% dei voti. Per chi ancora non lo sapesse, è nato a Montreal (Canada) il 2 giugno 1970, ha fatto l'autista, il lavapiatti e il modello. In televisione ha condotto "Colpo di fulmine", ha recitato in "Quello che le ragazze non dicono" di Vanzina, "Beautiful" e "Un posto al sole". Grandi passioni: i figli e la boxe. Sull'Isola ha mangiato tutto quello che si è trovato (pure gli insetti di una prova serale), costruito una zattera, urlato, sbraitato, e alla fine trionfato. Un fan collegato alla chat con DigiSmS non si capacita di poterci parlare: «Ma sei proprio tu???». «Ma certo, te lo provo». Dopo quello che ha passato sull'Isola non è certo un problema (del resto gira ancora in ciabatte, «Ma non ho freddo. Altrimenti mi metterei le scarpe...») così va da sè che si toglie maglione e maglietta e rimane a torso nudo: «Vedi il tatuaggio? Questo non mente. Sono io!».

A proposito dell'isola, c'è qualcosa che non si è visto e che avresti voluto si vedesse?
No, niente di particolare (si impensierisce) ... niente di particolare. Solo speravo si vedesse come si stavano comportando gli altri. "La gente non è stupida" mi dicevo, "sicuramente da casa capiranno".

Parliamo d'amore. Sei innamorato?
No.
Hai mai fatto follie per amore?
Sì... tante! Però non sempre sono state cose folli, nel senso di vederle esagerate a posteriori o di pensare che non ne valesse la pena. Ecco una volta mi sono annullato per un'altra persona.

Hai detto diverse volte nelle interviste che l'isola ti ha cambiato, che hai rivalutato alcune cose. Ce n'è una in particolare che ti sei ripromesso di insegnare ai tuoi figli?
I due mesi che ho passato lì non sono bastati a cambiarmi, diciamo che è stato un percorso e che l'esperienza dell'Isola è stata una tappa. Però ho capito tante cose... l'importanza delle cose semplici, di quanto siano fondamentali i rapporti con gli altri, i miei pregi e i miei difetti. I difetti: l'ingordigia, l'invidia e la gelosia. I pregi... saper riconoscere i difetti e combatterli. Ai figli bisogna dare un'educazione, è importante. Ma è più il papà che deve imparare per poter fare meno sbagli possibili. Ecco: prima di andare sull'isola guardavo molto di più i difetti degli altri invece ora ho capito che bisogna prima guardare se stessi.

I nomi dei tuoi figli, Elvis e Martin: c'è un motivo particolare per cui li avete scelti o semplicemente vi piacevano?
Si chiamano Elvis Frank e Martin Carlos. Elvis si riferisce a Presley. Frank e Martin ci piacevano, mentre Carlos è riferito a Monzon (Carlos Monzon, famoso pugile argentino morto nel 1995. Ndr)

A un certo punto sull'isola hai detto «A Natale tutti insieme». Ti riferivi ai tuoi compagni?
No, l'ho detto nella cueva, durante un collegamento ma mi riferivo alla mia famiglia.
Simona Ventura in trasmissione ti ha chiesto quanto prendi per una serata in discoteca e tu hai risposto che prima dell'isola prendevi mille euro. Ora?
Eh... Ora prendo di più. Non tantissimo, però di più.
Se come vincitore potessi scegliere i concorrenti della prossima edizione, chi manderesti sull'isola?
Ah sì (ride)... mi hanno già fatto questa domanda. La risposta non cambia: ci manderei un amico e un nemico. L'amico perché vorrei che imparasse anche lui come ho imparato io. Un nemico perché si rendesse davvero conto.
I primi giorni in televisione dimagrito e con la barba che cresceva ricordavi un po' Robinson Crusoe. Con il passare dei giorni eri sempre più magro, con la barba sempre più lunga e sei arrivato a dire "Resistere, resistere, resistere". Un guerriero.
Sì, in effetti... Mi hanno fatto anche dei fotomontaggi dove io apparivo come "Braveheart". Giovanni Floris di "Ballarò" mi ha detto: «La tua è la storia di Rocky». Per me è stato un complimento. Rocky combatte, ma è un guerriero buono... Alla fine del film per prima cosa chiama la moglie. E infatti per me era un po' la storia di non mollare. A me importava solo arrivare alla fine ed è stato l'affetto per i miei figli la cosa più importante.

Progetti futuri?
A marzo inizierò le riprese di "Incantesimo", dovrebbe poi andare in onda in autunno. Stanno pensando a un personaggio simile a me, un personaggio buono. Sarò un medico e infatti prima delle riprese andrò in una clinica per prepararmi a entrare nella parte. Per me si tratta di un impegno importante, un punto di partenza: il mattone della carriera che ho sempre voluto.
"Incantesimo" a parte, in un'intervista hai dichiarato che ti piacerebbe lavorare in televisione. Avevi in mente qualche programma in particolare?
No, niente di particolare, qualcosiasi cosa purché sia interessante.
Magari anche del cinema?
Certo! Poi mi piacerebbe fare qualcosa negli Stati Uniti. L'obiettivo è mettere un ponte tra Usa e Italia. Là hanno un modo molto diverso di lavorare, loro dicono "acting". Ci mettono amore, cercano di entrare nella pelle del personaggio, alla fine un attore vive tanti altri personaggi. Marlo Brando diceva: «La recitazione è l'essenza della vita». Ecco negli Stati Uniti ti insegnano molto questa cosa... Hai presente il metodo Stanislawski? I particolari sono il vero punto, il testo è l'ultima cosa, diceva lui.
Il termine "recitare" ti sembra riduttivo?
Sì, sicuramente. Anche in Italia mi piace molto lavorare però. Diciamo che vorrei fare qualcosa con persone che hanno il mio stesso modo di intendere.

Internet? Lo usi?
No, poco, molto poco. Navigare e basta non mi piace, trovo che isoli anziché unire, a meno che non chatti. Invece viaggiando, conosci molto di più.
Neppure come strumento, magari per cercare qualcosa?
No, no.
La tecnologia ti piace?
La comodità ci uccide. Davvero! Ormai a certe cose non ci si fa più caso. Arrivi a casa, schiacci un bottone e hai il fuoco... Invece anche le comodità vanno apprezzate perché ogni cosa ha il suo valore.

2  gennaio  2004

  Manuela Magistris
  dalla rete
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