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Benignità natalizia Roberto legge "L'ultimo del Paradiso di Dante" su Raiuno ed è un successo
«Naturalmente non so che dire, cari italiani, che tutto il bene del mondo vi si sdipani addosso». Comincia così il Roberto nazionale, nel presentare "L'ultimo del paradiso", spettacolo per metà comico e per metà poetico che fa riscoprire l'audience della cultura dimenticando per una sera la cultura dell'audience. Al punto che Dante finisce in prima serata l'antivigilia di Natale.
Ed è quasi serio e professorale il premio Oscar quando inizia a parlare dell'autore della "Divina Commedia" e spiega che "le parole ci aiutano a parlare e a raccontare". E che "il Poeta aveva studiato, si era laureato, poi si era messo in politica, ed era stato condannato a morte. Poi l'amore di una donna l'aveva salvato. Detto così sembra Cecchi Gori". Risate, le prime di una lunga serie.
E dopo 5 minuti dall'inizio attacca a parlare dell'audience. «Si potrebbe fare un'orgia tutti insieme per aumentare l'audience. Per alzare l'audience c'è il sesso. Non so se avete visto 'sti calendari. Ormai per guardare un calendario bisogna pigliare il Viagra, non ce la si fa più. Il calendario della Pirelli è stato il primo. E ora Cofferati è voluto tornare per forza alla Pirelli. Secondo me gli interessava proprio il calendario. Sergio, si fa per scherzare».
La politica vista dal guitto toscano è grottesca come un inferno dantesco rivisitato in chiave moderna. «Previti ci ha una faccia. S'avvicina al computer e scatta l'antivirus». E giù battute di pura satira: «Rovineranno l'Italia però ci si diverte. C'è tanti paesi che vanno in rovina e non si divertono per nulla, almeno noi...». Al centro della comicità, come nella più pura tradizione giullaresca, c'è il potere impersonato dal presidente del Consiglio. Berlusconi come Gesù: «Lui l'ha detto, non c'è conflitto d'interessi: siamo 3, uno è il mio babbo e l'altro lo spirito santo un amico mio. Anche lo stretto di Messina lui ha detto: "lo faccio per voi, io tanto ci vado a piedi". Gesù ha resuscitato Lazzaro, lui ha resuscitato tanti lazzaroni».
Dopo mezz'ora inizia a cantare la "Ballata di Pinocchio" scritta insieme a Vincenzo Cerami e musicata da Nicola Piovani, entrano in scena anche i bambini. Emerge quindi il Benigni più poetico che parla della pace, che magari dice cose scontate, ma viene comunque apprezzato dal pubblico: «È una cosa che non si riesce mai a trovare la matassa perché proprio la guerra nasce nell'animo di tutti gli uomini. Bisogna ricordarsi che le guerre sono tutte brutte (applausi), Qualche guerra è vero che è inevitabile, ma bisogna ricordarsi che è una brutta guerra inevitabile. La guerra non è il contrario della pace. E poi ci sono i conquistatori, quelli che si fanno passare per i più grandi pacifisti. La guerra è la cosa più innaturale perché normalmente nella natura sono i figli che seppelliscono i padri. Nella guerra avviene il contrario, sono i padri che seppelliscono i figli».
E infine, dopo un'ora di parole a ruota libera lui e il pubblico, senza nemmeno una ballerina, ecco che arriva Dante: «L'ultimo canto è la cosa più spettacolare che un cristiano possa leggere. Dante ha vissuto in mezzo alle guerre pure lui, Guelfi, Ghibellini... e questo poeta ha visitato tutti e tre i regni. La bellezza, la poesia non sta in chi scrive, ma in chi la sa leggere».
Inizia pazientemente a spiegare verso per verso il Canto 33 del Paradiso, l'ultimo della "Divina commedia". E dopo averlo spiegato con parole semplici e comprensibili, popolari e alla portata di tutti, inizia a recitarlo a memoria con passione e con occhi sognanti.
Stamattina abbiamo ricevuto moltissime lettere a News2000, una per tutte quella di Paolo. Oggetto: "Benigni vittoria!!!". Testo: "Il signor Benigni ha dato un esempio ai dirigenti della Rai come si può fare una televisione diversa. Senza vallette semi nude, cantanti, ospiti più o meno famosi ma solo con la propria intelligenza e con un argomento non facile come il Paradiso di Dante. Non si capisce come non utilizzare questo tipo di intelligenze per costruire una televisione diversa che fa ascolto mandando a benedire Auditel, pubblicità e quant'altro".
Critiche sono state invece espresse da un altro comico. Beppe Grillo sulla comicità di Benigni ha commentato: «È morto tanto tempo fa, è una salma. Benigni cerca di darsi un tono ma in realtà potrebbe interpretare il film "La domenica delle salme"». L'attore genovese che non compare in Rai da circa 10 anni quest'anno non terrà il tradizionale discorso agli italiani che, da tre anni a questa parte, viene trasmesso da Telepiù.
24
dicembre
2002
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