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Platy-tune: cartone tagliente

Una nuova striscia online per l'ossigenata
drag queen più famosa d'Italia

Definisce se stesso "il primo pachiderma dello showbiz" e ha titolato il proprio blog "Platinette, il nulla in parrucca". Autoironico, sagace, graffiante, debordante impazza ormai da anni nel panorama mediatico (ma oltre alle apparizioni televisive non disdegna le comparsate in discoteca): in tv dal "Maurizio Costanzo show" all'"Isola dei famosi", in radio con la sua trasmissione su Radio Dj, su internet con un sito che forse descrive più di tutti gli altri mezzi il mondo platinettesco. Su Platinette.it la più famosa drag-queen d'Italia appare sotto forma di cartone animato "Platy-tune" e dichiara con voce suadente di amare la tv più facile possibile: «Sono contentissima - dice - del ritorno di Luca Sardella».

Platinette, ma è possibile essere ancora di più caricatura di se stessi, grazie ai cartoni animati?
Sembrando io un cartone animato, tanto valeva farne uno. Per paradosso quando nel mio caso l'aspetto e anche forse i modi sono un po' sopra le righe è possibile diventare un cartone animato: perché non provare questo strano rapporto tra fisicità e disegno. Il sito è partito così: sparizione dell'immagine, visto che è molto forte, e privilegio del disegno e della fantasia rispetto alla realtà. E poi è un suggerimento per un eventuale sviluppo di altra natura, dal cartone si potrebbe pensare di far nascere una striscia televisiva o un fumetto di natura classica. È un germoglio.

Perché ha scelto di parlare di televisione in queste flash-strisce?
Cosa vuole, è inutile gettare nel disordine mentale chi va a visitare un sito del genere offrendogli chissà quale lettura della realtà, visto che ci sono tante possibilità. C'è il forum per i messaggi, c'è il blog che è il mio settore sicuramente preferito in questo momento, in cui cerco di pubblicare articoli in modo un po' arruffato ma comunque con grande impegno. Perché non un momento di pura e semplice evasione? E poi la televisione è un interesse talmente generalizzato che è anche prevedibile desti più curiosità di altri. Spero.

In questo periodo in tv si parla di censura. È capitato di imbattersi nella censura nella sua carriera?
No, non vorrei come al solito fare la parte dell'avvocato. Però questa vicenda della Guzzanti è ridicola, nel senso buono del termine, è veramente comica. Quando ha detto a Ferrara che sembra un po' una Platinette della politica tirandomi in ballo in una qualche maniera, io ho sorriso perché avendo sempre molto amato quel tipo di comicità un po' surreale di questa signora, soprattutto quando era indirizzata a personaggi di costume più che ai politici, quando diventa livore la satira mi dà un po'... non che mi dia fastidio, non mi fa ridere. Quando cadeva come Valeria Marini su quelle scale la trovavo insuperabile.

Ma mica si sarà offeso?
Io? Nooo, anzi, è stato per me un grande onore essere stato paragonato a Ferrara. Avercene di opzioni-Ferrara nel contenzioso della discussione sulla vita civile del nostro paese. L'ho trovata non divertente. Se pensava che dare del ciccione a Ferrara fosse una bella battuta, si è sbagliata: è un po' a corto, credo, di creatività. E questo mi dispiace perché mi rendo conto che pararsi in una qualche maniera, metterci una pezza quando un programma non è particolarmente riuscito tirando in ballo la censura francamente è un po' troppo.

Comunque è un fatto: Luttazzi o anche Santoro e Biagi in tv non ci vanno più.
Be, capisco che a qualcuno possa dispiacere - e le assicuro non è una questione di natura politica - che non ci sia Santoro dispiace un po' anche a me, ma che sia un dovere che ci siano Luttazzi, Santoro e compagnia questo no eh. Perché non c'è nessuna regola. Se c'è stata una dichiarazione del presidente del Consiglio di quella natura è stata una dichiarazione totalmente sbagliata e quello è un conto. Però il piagnisteo di chi non ha successo in questo momento e si para dietro a queste giustificazioni non è corretto. Luttazzi ha fatto una serie di trasmissioni per Mediaset non particolarmente riuscite, non può poi accusare di vivere in un regime. Bonolis non può prendere 13 miliardi da Berlusconi e poi dire: "Viviamo in un regime, la prossima volta non voto più Forza Italia". Cioé, lo può fare, ma si assuma la responsabilità e poi lo ritratti come ha fatto, no? L'ultima ondata di comici in tv, a parte Zelig, è stata di grande insuccesso perché hanno fatto brutti programmi. La satira è molto difficile da trattare e bisogna essere molto in forma per poterla fare. Bisogna avere molte idee e non solo avere una versione politica perché altrimenti è un po' prevedibile. La banda di Zelig ha utilizzato la politica: Berlusconi come bersaglio - come è giusto che sia - perché la satira è contro il potere, ma non hanno fatto solo quello. Hanno utilizzato modi di dire, gergali e personaggi. Evidentemente una certa satira più militante in questo momento non ha grandi strategie.

(continua)



5  dicembre  2003

  Daniele Passanante
  dalla rete
Platinette.it Il sito ufficiale della soubrette
Il gossip ... secondo Platinette
Chi è? La vera Platinette

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Il futuro: parlare di libri in tv
Dopo l'"Isola dei famosi" progetti, programmi in televisione?
Non ho ancora nessuna certezza per l'anno nuovo. Un progetto che mi interessa più degli altri che è in una fase ormai avanzata è una sorta di mio ingresso nel mondo della cultura - che è un po' una parola grossa - però mi piacerebbe che andasse in porto perché sarebbe l'opportunità di parlare di libri in tv. Stiamo lavorando su una trasmissione spettacolare e commestibile.
Trucchi e parrucche
Quanto costa una parrucca? Quanto spende di make up al mese?
Una parrucca a seconda del peso. È un po' come andare dallo spacciatore perché bisogna comprare a grammi e bisogna stare molto attenti. Intorno all'ordine di 500 euro minimo e poi ci vuole il lavoro del costruttore della parrucca. Le spese del make-up sono molto alte perché ho una truccatrice molto cara, costosa nel senso che ha un cachet molto alto, ma è la più brava che c'è in Italia a fare trucchi spettacolari che vadano bene anche a me. È una grande professionista che ha lavorato con tante donne della televisione dalla Cuccarini alla Hunziker. L'ho vista passare dal semplice al complicato e io ho bisogno più del complicato che del semplice.
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