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La truffa in onda

Un concorrente inglese sbanca un gioco a premi e poi si scopre perché...

La storia è triste e anche un po' agghiacciante. Charles Ingram, 39 anni, maggiore dell'esercito inglese, si è presentato ai provini per partecipare all'edizione d'Oltremanica del quiz "Chi vuol essere milionario", li ha superati, ha battuto gli altri concorrenti nel test di velocità e si è ritrovato seduto di fronte al Gerry Scotti inglese, tale Chris Tarrant. Con qualche brivido di emozione ha risposto a tutte le domande correttamente e si è aggiudicato il premione finale. Ma agli autori del programma, e al responsabile del suono in particolare, è sorto un dubbio: e se il concorrente fosse stato aiutato da quel signore in prima fila che tossiva tanto? La videocassetta della puntata è stata vista e rivista e pare proprio che un amico di famiglia professore universitario, il signor Whittock, si sia più volte prodotto in colpetti di tosse ad hoc, per guidare le risposte del signor Ingram. Nessun colpo di tosse, la risposta è sbagliata, uno o più colpetti di tosse, la risposta è sicuramente quella giusta.

A insospettire ulteriormente la produzione dello show, il fatto che il maggiore e la moglie, in studio, avessero finto di non conoscere l'amico, che invece frequentano abitualmente nella vita privata. Per ora la puntata, pre-registrata, è stata sospesa e mai mandata in onda e l'assegno milionario è stato bloccato. I coniugi Ingram si sono dovuti munire di avvocato e stanno per affrontare un processo che sta catalizzando l'attenzione del pubblico inglese, tanto che qualcuno una sera si è introdotto in giardino all'ora di cena e urlando "truffatori" ha sparato al gattino di famiglia, a mo' di punizione. «Siamo innocenti - dice la signora Ingram - e queste accuse ci riempiono di vergogna». «Soffrivo di allergia - dice il professore - e lo posso dimostrare. Tant'è che durante le pause ho più volte chiesto un bicchiere d'acqua».

E anche in Italia gli avvocati aleggiano intorno al quiz per aspiranti ricconi. La signora Giuliana Pintos, infatti, 47 anni, impiegata all'ufficio del lavoro e consigliere comunale a Iglesias, si è lamentata con la produzione dello show di Gerry Scotti per una pulsantiera che non funzionava bene. Nella fase di preselezione basata sulla velocità, i concorrenti si contendono il diritto di arrivare a sedersi al centro dello studio e giocare. Su quattro bottoni, pare che uno fosse rotto e che la signora lo abbia segnalato subito agli assistenti di studio. «La domanda era facile - ha detto la Pintos - e più che la bravura contava la prontezza. Ma senza un tasto come facevo?» e ha aggiunto «Sono stata battuta da una concorrente di 70 anni», come se questo bastasse a dimostrare la sua tesi. Secondo l'ufficio legale Mediaset la pulsantiera era in ordine, semplicemente da uno dei bottoni si era staccato l'adesivo con la lettera "C", ma poiché gli altri tre tasti erano contrassegnati "A", "B" e "D" non doveva essere troppo difficile dedurre quale fosse la lettera mancante. La produzione dello show ha comunque concesso alla signora di partecipare nuovamente al programma, ma lei ora non vuole più giocare e punta a un risarcimento.



4  aprile  2003

  Giorgia Camandona
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Le altre bufale
Nella storia del quiz italiano non mancano i tentativi di truffa. Clamorosa figuraccia la fece una concorrente di "TeleMike" nel 1990, che sotto agli occhi di un esterrefatto Bongiorno si mise a sbirciare goffamente da foglietti pieni di appunti che aveva portato con sé. Fu sorpresa e cacciata, non prima di essere svenuta per la vergogna, sempre di fronte alle telecamere. Nel 1997 a "Domenica In" Mara Venier smascherò un concorrente che giocava via telefono che, in combutta con il notaio, si era accordato sulle risposte. Peccato che diede alla seconda domanda la risposta della terza, che però non era ancora stata formulata.
Genio o paragnosta?
Il caso di Massimo Inardi, supercampione di "Rischiatutto", fece discutere mezza Italia. Parapsicologo, esperto di Brahms (che portava come materia al gioco a premi), rispondeva a tutte le domande senza battere ciglio, tra lo stupore generale. Qualcuno insospettito arrivò a sostenere che Inardi fosse in grado di leggere nel pensiero di Mike Bongiorno "rubandogli" le risposte. Non affiorò nessuna prova, tranne il fatto che Inardi avesse una memoria prodigiosa.
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