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Il Gabibbo attapirato Il pupazzo di "Striscia" ha un sosia americano che ne chiede la testa
Questa volta il Tapiro se l'è beccato il Gabibbo. Un ateneo americano, la Western Kentucky University, ha come mascotte un pupazzo che è il sosia fatto e finito del celebre "Robin Hood di peluche" di "Striscia" e, dopo essersi accorto dell'esistenza di quest'ultimo, ha pensato di fare ricorso contro la banda Ricci e chiedere il sequestro del Gabibbo, a suo dire copiato dalla propria mascotte.
L'azione è stata portata avanti dall'Adfra, società licenziataria per l'Ue dei marchi di 57 università statunitensi, per difendere il diritto d'immagine di Big Red, così si chiama la mascotte americana; bersagli sono Fininvest, la società Copy (titolare dei brevetti del Gabibbo), Rti e la Giochi Preziosi (distributrice del peluche). Il pupazzo a stelle e strisce sarebbe infatti nato nel 1982, otto anni prima che Gero Caldarelli ideasse il proprio; stando a delle indiscrezioni, l'Adfra avrebbe intenzione di andare fino in fondo alla vicenda, anche se il suo titolare, Gianfranco Strocchi, ha affermato che se dovesse vincere la causa devolverebbe i soldi in beneficenza. Il rischio per il Gabibbo è concreto, in quanto potrebbe finire oscurato, se non sequestrato, e dovrebbe dire addio alle Veline.
Una bella botta per Ricci e i suoi paladini della legalità. All'ufficio stampa di "Striscia" bocche cucite; Ricci non rilascia dichiarazioni, ritenendo sufficiente quanto ha affermato Caldarelli: «È una cosa della quale i legali ci hanno tranquillizzato dicendo che siamo a posto su tutto: anche Ricci assomiglia a Sean Connery e quando era più giovane a Franco Nero. Ma non è nessuno dei due».
Al di là della battuta, la difesa della società titolare dei diritti del Gabibbo, la Copy, si fonda su una linea singolare: Big Red sarebbe un pupazzo mentre il Gabibbo sarebbe un personaggio, mascotte muta il primo, vero showman il secondo. Inoltre, Big Red non è mai stato utilizzato in Italia prima che fossero depositate le richieste di brevetto per il Gabibbo e quindi non esisterebbero gli estremi per una azione legale che contestasse una violazione del copyright. Ai ferri corti, insomma.
L'Adfra ha depositato presso il tribunale di Lugo di Romagna la richiesta di sequestro per il pupazzone di Caldarelli, ma la corte ha rinviato l'udienza al prossimo 11 luglio. Nel frattempo il vice-Gabibbo Staffelli rischia di essere mobilitato per recapitare un tapiro al proprio "superiore". Oltre al danno, la beffa.
21
marzo
2003
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