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Il meglio di Sanremo l'avete già vistoBagarre tra Sgarbi, Baudo e Cossiga. Sennò chi si filava il Festival?
Sanremo è Sanremo? Sì, un carrozzone che con il tempo perde l'appeal popolare che lo ha sempre contraddistinto. Non è un caso infatti che a pochi giorni dall'esordio delle ugole, nessuno o quasi parlasse del Festival. Che fare allora? Fuori una bella polemica, preferibilmente a colpi di insulti e affermazioni di pessimo gusto, magari solleticando i bassi istinti del popolo tirandoci dentro un po' di sesso.
Detto fatto. Vittorio Sgarbi, designato dalla Rai alla conduzione del Dopofestival (vedi box a lato), ha annunciato di volere tra i suoi ospiti Cristina Bugatty, cantante del gruppo Starsmusic e noto travestito, insieme all'ex presidente della Repubblica Cossiga; Baudo, direttore artistico della kermesse, ha risposto «Giammai», Sgarbi ha controrisposto «Me ne vado» e lo ha fatto sbattendo la porta. Ora ha traslocato su La7, dove farà il proprio contro-Dopofestival con, tra gli altri, il suo Cossiga, la Bugatty e l'ex vicegabibbo Salvi. Ultimo colpo di teatro, la trasmissione si chiamerà "Pluto", per ironizzare su Pippo (Baudo, ovviamente).
Questo gioco di parole è, ahinoi, quanto di più fine e sottile si è sentito in questi giorni nell'ambito della polemica infinita. Baudo è stato per Cossiga "picciotto", "cafone", "pescecane", con l'aggravante di portarsi in giro un "riporto svolazzante". Mentre lui, Cossiga, si proponeva di «dare un piccolo contributo al tentativo di correggere il disastroso trend del servizio pubblico i cui spettacoli di entertainment hanno due pilastri naturistici: "culi e tette"». Mica male: da tette e culi al turpiloquio, bella inversione di trend.
Sgarbi, dopo i fuochi artificiali dei primi giorni, ha via via smorzato i toni nei confronti di Baudo, chiamato "bugiardo" e "artista modesto"; Baudo stesso non ha mai fatto un passo indietro, ha messo subito Sgarbi di fronte a un aut aut e ha tagliato ogni comunicazione diretta col critico mettendo in mezzo gli avvocati. La Bugatty è rimasta placida sullo sfondo; per lei però hanno parlato Arcigay e varie associazioni di transessuali definendo Baudo nella migliore delle ipotesi un "fuorilegge".
Bla bla bla, e finalmente la gente si è accorta che il Festival sta per incominciare e il Dopofestival è acefalo; per la sua conduzione si fa il nome della Parietti, dopo la bocciatura iniziale della De Filippi: «Sarebbe come se la Juve chiedesse in prestito Totti alla Roma», aveva detto l'ormai ex presidente Rai Baldassarre. Totti o no, uno scudetto i protagonisti della storia l'hanno già vinto: quello del cattivo gusto. Perché Sanremo è Sanremo.
28
febbraio
2003
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