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L'Antica Arboristeria Tv Al via il nuovo show televisivo di Renzo Arbore che dichiara: "Meglio 300mila spettatori vispi che 3 milioni di dormienti"
A sorpresa, quasi in sordina, Renzo Arbore ritorna in televisione dal 22 gennaio su Raiuno. Lo fa nel suo stile, con il "fioretto", come ama ripetere lui, con uno show "Speciale per me - ovvero meno siamo e meglio stiamo" che già dal titolo e dalla collocazione oraria si preannuncia assolutamente originale: va in onda il sabato sera, a mezzanotte circa, nel tentativo di catturare tutti quelli che di solito la tv non la guardano mai. Qualcuno ricorda i suoi programmi cult "Quelli della notte" e "Indietro tutta". Non a torto, visto che la filosofia è la stessa di allora: stupire, rivoluzionare la televisione dominante. «Convinto da sempre che il pubblico non è solo quello del prime time, scelgo la notte» afferma Arbore e va da sé che il programma si propone di non seguire il totem dell'ascolto a tutti i costi, ma di rispettare i gusti dello showman e dei suoi antichi e nuovi ammiratori, fan e seguaci. Alla presentazione del programma c'erano il direttore generale della Rai Cattaneo, il direttore di Rai Uno Del Noce, il gotha della stampa italiana: tutti insieme per rendergli omaggio. Arbore, sornione come al solito, ci ha scherzato sopra: «essere 'over 60' ha i suoi vantaggi -dice- tutti ti mostrano rispetto, riverenze. Poi però c'è anche chi ti dice 'attento al gradino', e non è che sia proprio confortante...» Ma il pubblico lo percepirà come un cimelio televisivo o come il mattatore di un nuovo programma cult targato Rai (tipo "Speciale per voi" del 1969 in cui debuttò Lucio Battisti)? La scommessa è tutta qui e Arbore, che lo sa bene, non vuole assolutamente perderla: «È arrivato il momento di proporre una Tv minoritaria, per bene, d'atomsfera, con i vecchi filmati della teche Rai e i nuovi artisti che ho scovato in giro per l'Italia». E ancora: «Noi ci auguriamo ci segua uno 'scelto pubblico'» afferma il conduttore «perché si parla tanto di qualità televisiva ma bisognerebbe fare anche uno studio sulla qualità del pubblico. Con 'Quelli della notte' ho imparato che un pubblico poco numeroso può fare un programma di successo. Allora meglio trecentomila spettatori vispi che un milione e mezzo addormentati». Non mancheranno naturalmente i suoi vecchi compagni d'avventura: ci sarà Marisa Laurito, forse Gegè Telsforo, Greg (con cui ha scritto la sigla del programma) Mariangela Melato, Ugo Procelli. In molti si sono chiesti perché, dopo tanti anni, Arbore ha scelto di nuovo la Tv. Lui, il motivo, ce l'ha ben chiaro in testa: «Da consumatore di Tv mi sembrava ci fosse una lacuna, quella del sabato notte, un orario in cui forse c'è disponibilità verso certi programmi, per il mio tipo di umorismo e per certa musica. A quell'ora di notte non c'é la mannaia dell'Auditel, potresti mettere anche Ella Fitzgerald, dopo il sabato tv si è sazi ma forse non abbastanza». «'Indietro tutta' era una satira sul dilagare negli anni '80 della tv dei quiz e degli applausi, questa volta?» chiede qualcuno. «La vera satira di questi tempi mi sembra fare una buona tv», risponde lui senza troppe esitazioni. Anticipare mode e tendenze è sempre stato il suo divertimento; speriamo non si smentisca proprio questa volta.
21
gennaio
2005
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