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Casalinghe disperate in cerca di svolte

Tutte casa e bambini, dovrebbero prendere il posto di Carrie e le altre nel cuore dei telespettatori

Se in "Sex and the city" le protagoniste erano quattro donne single, in carriera, ciascuna con il proprio appartamentino nel cuore di Manhattan; in "Desperate housewives" a farla da padrone sono quattro casalinghe della middle class, con villa e giardinetto, steccato bianco e portico, nella periferia americana, ricca e immacolata. Il telefilm dovrebbe approdare sui teleschermi italiani nel mese di febbraio, negli States è già un fenomeno di costume. In onda la domenica sera su Abc, incolla al teleschermo 21 milioni di telespettatori. La serie inizia con un colpo di scena: una delle donne, la quinta del gruppo, Mary (Brenda Strong), si suicida sparandosi un colpo di pistola e diventa la voce narrante della serie. La sua morte apre uno squarcio nelle vite tranquille e rassegnate delle sue amiche. E cominciano i problemi, spuntano le verità, escono le confessioni.

Obiettivo di tutti gli episodi della serie è raschiare la superficie e far emergere i lati negativi e nascosti della perfetta famiglia americana: la donna a casa a fare la mamma, il marito al lavoro a inseguire la carriera, i figli in crescita che aprono il frigo, acchiappano qualcosa da mangiare e corrono fuori tra i vialetti verdeggianti, una torta nel forno. In "Casalinghe disperate" le protagoniste sono belle e con la messa in piega perfetta, ma sono anche cornute, fedifraghe, isteriche, depresse, in crisi. La Società per la famiglia americana, associazione cristiano-conservatrice, ha protestato con la Abc e ha invitato i telespettatori al boicottaggio. Probabilmente contribuendo al successo del telefilm.

In realtà le storie delle quattro casalinghe sono un'accozzaglia di stereotipi contemporanei, ma nonostante ciò, probabilmente descrivono una realtà ancora difficile da accettare, almeno in America: fare la casalinga non è per tutte la soluzione di ogni problema, non garantisce la felicità né ai mariti, né alle mogli, né ai figli. Lynette Scavo (Felicity Huffman) è una ex donna in carriera che decide di dedicarsi ai pargoli per poi pentirsene amaramente. Gabrielle Solis (Eva Longoria) è una ex top model newyorkese che ha lasciato le passerelle per sposare un uomo ricco; a letto, però, preferisce portarsi un giovane e prestante giardiniere di appena 17 anni. Bree Van De Kamp (Marcia Cross) è l'immagine della casalinga perfetta: cucina pietanze deliziose, ha il pollice verde ed è una maga con ago e filo. Uniche pecche: le sue nevrosi. Susan Mayer (Teri Hatcher) è forse il personaggio più vero: pessima donna di casa, è una mamma e una moglie lasciata dal marito, che a lei ha preferito la segretaria. In fondo la chiave del successo di ogni serial che si rispetti è il processo di identificazione.

24  dicembre  2004

  Giorgia Camandona
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In tv
"Desperate housewives" arriverà in Italia a febbraio, dopo essere approdato in Germania alla metà di ottobre e dopo una prima in Spagna prevista per gennaio. Sbarcherà su FoxLife, canale di intrattenimento di Sky dedicato prevalentemente ai reality show. Gli indici di ascolto decideranno se il telefilm sarà degno di essere trasmesso anche sui canali Mediaset. Creata dallo sceneggiatore e produttore Mark Cherry, descritto da Newsweek come un «repubblicano gay», è di mettere in scena la «doppia morale del Paese», portando sugli schermi la vita di un gruppo di donne, raccontata con humour nero ed estremo disincanto.
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