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Confessioni virtuali Quelle dei peccatori del Terzo millennio che cercano l'assoluzione a colpi di mouse digitando Notproud.com
C'è chi chiede scusa per aver ostentato troppa sicurezza sul posto di lavoro e sminuito i meriti dei colleghi o si pente amaramente di aver anche solo desiderato la fidanzata del proprio migliore amico. E chi, invece, proprio non riesce a perdonarsi di essere troppo suscettibile, pigro o avaro. O ancora qualcuno che non accetta di non essere in grado di rinunciare ai piaceri della carne e, perché no, anche a quelli della tavola.
Succede su Notproud.com, il confessionale virtuale al quale tutti i peccatori, credenti e non, con il pallino di internet possono accedere nel tentativo di redimersi, trovare una parola di conforto, chiedere aiuto e liberarsi così dai propri peccati. Il tutto senza la paura di essere rimproverati dal prete di turno ma, ahimé, anche senza la speranza di essere graziati, ottenere l'assoluzione e il perdono divino.
Dietro la grata del cyberconfessionale, nessun sacerdote pronto ad ascoltare, far recitare centinaia di "Atto di dolore" o a offrire consigli su come migliorarsi e esser dei buoni cristiani. Ma solo uno spazio virtuale dove lasciare la propria confessione o leggere quelle altrui.
Uno spazio dove forse oltre ai sette vizi capitali (superbia, accidia, lussuria, ira, gola, invidia e avarizia) potrebbero presto aggiungersi i ben più moderni peccati "informatici". Quelli insomma che chiunque può commettere utilizzando in maniera distorta internet, magari navigando su siti ben poco raccomandabili o inviando virus a più non posso.
Nessuno stupore dunque se un giorno digitando Notpround.com capiterà di leggere, ad esempio, la confessione di un hacker pronto a chiedere scusa ai navigatori di mezzo mondo non solo per aver banalmente navigato in siti pornografici, ma anche per aver usato chat-line e forum in modo poco ortodosso, aver ceduto alla tentazione di inviare messaggi di posta anonimi e, peggio ancora, aver fatto spamming.
2
luglio
2004
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