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Documentati, aggiornatissimi, irritanti. Dall'Italia alla Spagna passando per la Germania: i "siti-contro" dei tifosi pallonari. Prima regola: sfottò libero e che nessuno si offenda

Si detestano e non perdono occasione per ricordarselo a vicenda. Enormi striscioni esposti in curva, cori scanditi all'unisono da migliaia di tifosi, sfottò recitati a memoria nei bar, adesivi in bella vista sul retro della macchina, magliette, sciarpe e da un po' anche siti internet. Da un capo all'altro dell'Europa, in italiano o in spagnolo, il tifo-contro ha un'occasione in più per farsi sentire. E vedere. Cambiano le facce, i nomi, lo stile ma lo scopo è sempre lo stesso: ribadire l'amore per la propria squadra attraverso l'odio (calcistico, naturalmente) per il nemico storico di fede (come sopra, ndr).

Una specie di derby infinito giocato a colpi di locandine, barzellette, fotomontaggi, battute e tormentoni. Ce n'è per tutti: calciatori, presidenti, tifosi, madrine e dirigenti. E ce n'è soprattutto per quelli eletti a furor di curva come i "nemici giurati". Imperdibili le sezioni dedicate all'amarcord: titoli di giornale che riportano dichiarazioni altisonanti alla vigilia di una partita campale smentite poi dal risultato del campo (i siti più scrupolosi riportano anche la foto del tabellone dello stadio con numeri e nomi della disfatta), sezioni riservate ai presunti "furti storici" e alle "sviste arbitrali" che hanno segnato i campionati dalla notte dei tempi (documentati attraverso filmati e istantanee), papere clamorose, lisci, svirgolate e tutto quanto possa dar fastidio.

Cosa c'è di meglio, quindi, se non girare e rigirare il coltello nella piaga di una clamorosa sconfitta al novantesimo, magari su un autogol, riproponendo tutti i particolari dell'evento? Quale immenso piacere può dare ricordare all'odiato avversario di fede pallonara la lunga lista dei brocchi pagati a peso d'oro o quella dei cambi di maglia di una presunta "bandiera"? Immenso. E siccome, almeno in fatto di calcio, davvero tutto il mondo è paese, la sostanza non cambia se ci si imbatte in un sito realizzato da un gruppo di tifosi dell'Everton contro il Liverpool o in una pagina web scritta in fiammingo dal titolo "anti-Inter". Qualche espressione colorita, un fotomontaggio un po' irriverente... la geniale trasversalità dello sfottò calcistico passa anche da qui. Altrimenti che gusto ci sarebbe?

27  febbraio  2004

  Barbara Del Pio
  dalla rete
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"Giulietta è 'na zoccola"
Venticinque anni di striscioni raccolti in un libro edito dalla Kowalski. I messaggi più spassosi esposti a caratteri cubitali alla curva avversaria dalle tifoserie italiane, dalla serie A alla C2. Si va da "Voi comaschi noi colle femmine" (in un Fiorentina - Como) a "Noi al circo Massimo, voi massimo al circo" dedicato dai romanisti ai laziali dopo l'ultimo scudetto giallorosso. Da "Più che da G8 siete da C1" esposto dalla curva senese a quella del Livorno fino a "Cristo si è fermato ad Eboli per non vedere Potenza" ad opera dei tifosi del Matera in un derby lucano. Che dire poi de "L'uomo discende da Gattuso" o di "Siete più brutti della Multipla" o di "Semo tutti parrucchieri" che accompagnò 8000 romanisti in una trasferta a Firenze fissata di lunedì?
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