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Bada a quello che scrivi Comunicare è un mestiere facile? Guardate qui e ne vedrete delle belle sulle strade del mondo
Il successo delle facoltà di "Scienza della Comunicazione" è un segno evidente che si sta lentamente facendo largo tra i giovani la consapevolezza di quanto la comunicazione sia un mestiere complesso, che necessita quindi di "specialisti". Fino a non molto tempo fa dei "comunicatori" non se ne sentiva il bisogno fondamentalmente perché l'atto del comunicare non era conosciuto come una "professione", ma come un'attitudine alla portata di tutti. Così il commerciante si faceva l'insegna, il biglietto da visita e magari la campagna pubblicitaria da solo, il comune spendeva miliardi per "arredare" la metropolitana con cartelli illeggibili e le strade erano piene di segnali senza senso. Quante volte ci siamo imbattuti in una segnaletica accavallata e incomprensibile e in cartelli equivoci? È un fenomeno globale e nemmeno i paesi più culturalmente evoluti sul fronte della comunicazione verso il pubblico, vedi gli Usa, si salvano da questa sorta di analfabetismo di ritorno dove si utilizzano sofisticate tecnologie per raggiungere i destinatari, ma l'efficacia del messaggio è quasi nulla. Per quanto sia sia raggiunta la consapevolezza e si siano affinate le tecniche la situazione non è granché cambiata, ma sta lentamente migliorando. È sufficiente osservare bene e avere l'occhio clinico per trovare incongruenze e spesso "segni" che capovolgono completamente il senso del messaggio. A volte è sufficiente un semplice sguardo, altre è il messaggio a fornirci una doppia lettura, spesso comica e surreale. Su signslanguage.com si trova un campionario anglosassone di incongurenze, doppi sensi, inutilità, comicità involontaria che popolano il nostro paesaggio e le nostre strade. Ci si può divertire e assegnare la "palma" al migliore e più originale e a volte ci si può far venire il dubbio che quel segnale sia stato messo lì a bella posta: ma sarebbe troppo geniale. A volte la comicità involontaria supera l'immaginazione. E anche gli esperti della comunicazione ne combinano delle belle: come quell'enorme cartello pubblcitario che campeggia su una strada presumibilmente americana e a caratteri cubitali urla: "Showgirls" e più sotto: "50 splendide ragazze, 3 bruttine". La pubblicità sarà l'anima del commercio, ma anche l'onestà vuole la sua parte.
23
gennaio
2004
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