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Quasi quasi schiaccio un topolinoPiccoli animali vittime del crush-fetish: una moda che dilga sul web osteggiata dagli animalisti
La storia di Bonsaikitten.com ha fatto il giro del mondo e alla fine si è rivelata una clamorosa bufala. I gattini sottovuoto erano un falso studiato apposta per attirare l'attenzione. A cascarci furono la maggior parte dei media, tg televisivi e quotidiani.
Ma Lethalpressure.com non è una bufala. Il sito, chiuso recentemente in seguito a una denuncia dell'Enpa e alla mobilitazione degli animalisti di tutto il world wide web, offriva filmati e immagini a pagamento, anche su richiesta, di bestiole uccise sotto il peso di avvenenti fanciulle. Piccoli animali schiacciati impietosamente da scarpe coi tacchi o con le zeppe. O magari sotto il peso di piedini, all'apparenza innocenti, avvolti da sensuali calze a rete oppure al naturale, nudi.
Su Letalpressure.com, (il dominio è stato registrato negli Usa ma le pagine erano su un server russo) le vittime erano piccoli animali tra cui insetti, pulcini, rane e altri anfibi, conigli, topi e criceti. Tutto in nome del crush fetish (vedi box a lato) una perversione relativamente recente.
«È una perversione abbastanza strana - conferma il dottor Roberto Bernorio, che su News2000 cura una rubrica sui problemi sessuali - e non fa ancora parte del Dsm IV (il manuale diagnostico che usa l'associazione psichiatrica americana per la diagnosi dei disturbi di origine mentale, psichiatrica, sessuale - ndr). In rete girano anche filmati di persone che vengono uccise durante l'atto sessuale. Come tutte le perversioni, possiamo cambiare la tipologia, ma il discorso è analogo. In questo caso si associa la sessualità a un evento di morte».
Dall'Ente per la protezione degli animali dicono che la chiusura del sito è connessa all'esposto. A seguito del comunicato la notizia dell'Enpa è stata diffusa in una serie di ambiti animalisti. «Sappiamo che - rivelano dall'ufficio stampa Enpa - i curatori di questo sito e di Russiancrushsite.com hanno ricevuto molte mail. Evidentemente gli autori del sito hanno deciso di chiuderlo per evitare ulteriori grane».
Dopo la denuncia, il reparto criminalità informatica di Roma ha assicurato gli animalisti che avrebbe trasmesso il fascicolo alla magistratura, chiedendo di oscurare il sito. La chiusura è arrivata prima di quanto si pensasse. Ma per un sito crush fetish che ha chiuso, molti altri se ne trovano in rete, tutti accomunati dalla stessa perversione. Sembra che il problema dei siti crush fetish sia già stato affrontato negli Stati Uniti sotto il governo Clinton. Si sono svolti processi e chi lucrava sul crush fetish è stato anche condannato o sottoposto a sanzioni pecuniarie. A un'ondata di chiusure dei siti crush è seguito un periodo di maggiore tolleranza. La censura in questi casi è giusta? «Secondo noi sì - dicono dall'Enpa - questa crudeltà gratuita deve essere fermata».
23
maggio
2003
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