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Cani e gatti, ma con glamour Sono più dei neonati e per loro ci sono padroni che non sanno dire no al lusso
In Italia ci sono più cani e gatti che bambini, dice l'Istat: 14,5 contro 8,7 milioni. Niente a che fare con una moda passeggera però. Nel 2003 per mantenerli le famiglie hanno speso 4751 milioni di euro, stando ai dati della Lega antivivisezione, come dire 328 euro a Fido o Micio.
Il mercato si adegua e in rete aumentano i siti che offrono prodotti e servizi specializzati, soprattutto per i cani: magliette, cappottini e quant'altro per tutti i gusti. Niente a che vedere con quelli che siamo abituati a vedere zampettare per le nostre strade. Perché i prezzi, va detto, giocano la loro parte: mentre in Italia con 50 euro ci si aggiudica un comune impermeabile, all'estero si portano a casa quelli con cappuccio e ali da angioletto color fucsia, zebrati, tigrati, maculati, versione aviatore o motociclista, oppure neri versione "Il padrino". Come se non bastasse si trovano anche kimono, pigiami, tute per giocare in casa, costumi da carnevale e abiti da cerimonia, vale a dire smoking per lui, abito bianco con pizzo per lei o in alternativa completini da "Via col vento".
E ancora bandane, collari, gioielli, cd con musiche rilassanti e un'infinità di accessori. Per la cuccia la scelta è pressoché infinita: si va da quella più semplice, con sponde o a branda, al materissino con fantasia animalier da quella a forma di slitta ai baldacchini veri e propri, per piccoli principi di lusso. Giocattoli di peluche e in plastica, anche da mordere, ciotole da abbinare a tovagliette di plastica, magari con tanto di posate e tovaglioli decorati o in fantasia "sushi", perfetti per mici.
In occasione delle feste poi, l'ultima tendenza per chi possiede un animale è preparare piatti speciali, come il pranzo di Natale o il cenone di Capodanno, secondo quanto è emerso da una recente ricerca fatta in diverse città italiane del Centro Studi Zoomark. All'ultimo grido il biscottino che si può anche usare come addobbo per l'albero, anche se all'estero sono già arrivati ai biscotti cinesi della fortuna. Solo per i regalini natalizi gli inglesi hanno speso 360 milioni di euro: ben il 46% degli animali domestici del Regno Unito si è infatti trovato qualcosa sotto l'albero, in tanti casi un piccolo cesto, ma già molti negozi si stanno attrezzando con trattamenti a base di erbe e agopuntura per i provati dagli stravizi delle feste.
Insomma in Italia siamo appena agli inizi, ma il trend è in crescita e proprio gli animali di casa - piccoli roditori e rettili compresi - saranno i protagonisti di "Animal Show", una rassegna che si terrà in fiera a Milano alla fine del mese. «C'è una voglia di tenerezza e di attaccamento che gli animali in parte surrogano, in parte integrano. Di certo sono meno esigenti dei figli, chiedono meno reciprocità e finiscono per essere un investimento affettivo meno costoso» dice Chiara Saraceno, autrice di "Mutamenti della famiglia e politiche sociali in Italia".
7
gennaio
2005
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