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Il ghost-writer di Bush? È onlineUn sistema semplice, semplice per far dire al presidente americano ciò che si vuole
«Fate parlare il vostro Bush», così si presenta il sito che ha inventato un sistema per far dire al presidente degli Stati Uniti esattamente ciò che si vuole. Un gioco innocente, un’animazione in flash il cui utilizzo è di immediata comprensione. Sullo schermo compare un’immagine di Bush che sbatacchia le palpebre sul podio, con la bandiera americana alle spalle e una spilletta di McDonald’s appuntata sul bavero della giacca. Ai lati del Presidente una serie di vocaboli, divisi in cinque gruppi: parole facili (parlare, soprattutto, mai più), paroloni (signore e signori, il mio Paese, il governo), cose fiche da dire (conflitto, ambizioni violente, povertà persistente), cose senza valore (pace, libertà, giustizia, dignità morale) e infine gli effetti speciali (rutti e altri rumori corporei, urla, risate).
Per far parlare il Presidente cowboy è sufficiente trascinare le parole su una linea blu, metterle nell’ordine prescelto e schiacciare il bottone play. In questo modo Bush Junior pronuncerà frasi che mai si sognerebbe di dire, come per esempio «Il mondo non dovrà mai più soffrire distruzione e povertà. Abbiamo ottenuto molto, ora può esserci pace» oppure «Saddam Hussein e il mio Paese staranno fianco a fianco». Tutto quello che la fantasia e i vocaboli a disposizione consentono di mettere insieme.
Tuttavia l’impressione generale è che, per quanto ci si sforzi, mai si riuscirà a superare l’ingegno del Presidente. L’acume e la perspicacia che traspaiono dalle sue parole non sono facilmente riproducibili. A dimostrazione di ciò, online diversi siti raccolgono le migliori frasi mai pronunciate dal texano. «Se questa fosse una dittatura le cose sarebbero un sacco più facili… almeno fino a che il dittatore sono io», 18 dicembre 2000 durante il suo primo viaggio a Washington appena dopo le elezioni. «A dire la verità quando io parlo di me stesso, e quando lui parla di me stesso, tutti noi stiamo parlando di me», 31 maggio 2000, intervista a Msnbc. «Si tratta chiaramente di un budget. Ci sono dentro molti numeri», 5 maggio 200, dichiarazione rilasciata all'agenzia Reuters.
31
gennaio
2003
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