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Savoia, il re tentenna Gli eredi al trono alle prese con il (mancato) rientro in Patria
Mentre la nobiltà italiota esulta (vedi box a lato) e l'italiano medio arranca (leggi "crisi Fiat"), sembra che i Savoia non ne vogliano proprio sapere di tornare in Italia dall'esilio dorato e svizzero. Una volta avuto il passaporto – consegnato direttamente a domicilio dal console in persona – sembra che la reale Famiglia stia prendendo tempo. Ma come? Da anni si lamentavano perché era loro impedito l'accesso al patrio suolo, e ora che possono, cosa aspettano a tornare?
Già, non tornano e i motivi li insinua Dagospia, documentando per quanto possibile il mancato rientro di padre Vittorio Emanuele, madre Marina Doria e figlio Emanuele Filiberto. Degli impegni di quest'ultimo, già arrivato in Italia attraverso i teleschermi nella pubblicità della Saclà, si è già detto troppo: le novembrine gare di moto d'acqua in Senegal, si sa, sono appuntamenti imprescindibili.
Ma quali sarebbero i motivi, oltre a quelli di salute di Vittorio Emanuele spaccatosi una gamba e schiacciatosi due vertebre durante il rally africano dei faraoni? Il sito di gossip più graffiante dell'italica rete, allude a "mosse legali a scopo di indennizzo" che secondo qualcuno non sono per niente campate in aria. La polemica sulla richiesta di benefit da parte dei Savoia è stata ampiamente smentita da Marina Doria, che giorni fa si era indignata per le accuse implicite dei giornali. Ma poi non se n'è più parlato, nessuno ha indagato e sulla vicenda è calato un tetro silenzio stampa.
Il non rientro della real famigliola potrebbe dunque essere legato al loro ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo che non è mai stato ritirato nemmeno dopo la consegna del passaporto. A titolo di risarcimento per un "ingiusto, umiliante e degradante esilio" potrebbero essere richieste e accordate una serie di privilegi, dall'immunità diplomatica alla sede politica. Inoltre c'è il rischio di dire addio alle più belle ex-residenze dei Savoia, dal San Rossore a Stupinigi, da Castel Porziano a Caserta. Per non parlare del Quirinale. Ma in ballo non c'è soltanto questo.
La Corte europea ha già condannato la Repubblica greca a risarcire re Costantino II per alcuni espropri arbitrari di beni personali. È vero che molti degli ex-beni dei Savoia sono stati donati allo Stato italiano, ma secondo un principio di giustizia riparatrice, la Corte di Strasburgo potrebbe ora risarcire gli antichi beni sottratti. Il tutto sarebbe – ancora una volta il condizionale è d'obbligo – oggetto di trattativa fra i Savoia e il consigliere diplomatico di Berlusconi. Intanto da due mesi il trio più nobile d'Italia resta a Ginevra...
14
dicembre
2002
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