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Lei sì che di fiction se ne intende Nina Soldano: talento e caparbietà, puntata dopo puntata
Il successo l'ha investita nel 1987. Successo televisivo: quello cotto e mangiato, adulatorio, che fa perdere la testa a molte. Ma non a lei, Nina Soldano, la ex Miss Sud di "Indietro tutta", una delle trasmissioni cult degli ultimi 20 anni. Nina, caparbia, voleva fare l'attrice: e allora ha studiato, si è preparata, a volte ha risposto "no grazie". Ottima scelta, visto che ora è uno dei volti più noti della fiction italiana. Un genere più florido stagione dopo stagione, e che lei ha in un certo senso tenuto a battesimo. Era il 1989, andava in onda "Disperatamente Giulia", tratto dall'omonimo romanzo di Sveva Casati Modignani con la regia di Enrico Maria Salerno: il primo esperimento di lunga serialità. E Nina era nel cast. «Praticamente la prima fiction della televisione italiana», ricorda lei, «un esperimento». Riuscitissimo visto che ormai non c'è palinsensto che sfugga alla dura legge della serie tv.
Come mai questo successo sempre crescente? Le fiction si sono evolute nel tempo, le storie sono sempre più intriganti. Anche se per cercare di venire incontro ai gusti del pubblico ultimamente sembra che la vena creativa si sia un po' esaurita… Insomma, ci sono i filoni: ai carabinieri si risponde con la polizia, alle caserme con i commissariati. Adesso anche con il Ris. E poi ci sono i medici, le dottoresse… Perché continuano a piacere? Perché agli spettatori piace avere un appuntamento fisso, la puntata, essere accompagnati per tutto l'inverno dagli eroi preferiti. E poi il pubblico ha ancora voglia di storie, dei valori di un tempo: amori, amicizie.
Come sopravvive un attore a certi ritmi di lavorazione: recitando sia in soap che in fiction, c'è qualche differenza? No. Ormai anche le serie sono diventate "qualcosa" che io chiamo supersoap: come si fa a non chiamare soap una serie che ha 50 puntate? No, dico: 50 puntate! È una supersoap… Una volta si giravano tre scene al giorno. Adesso almeno sette, otto. Come la vivono gli attori? Maluccio, direi, ma questi ritmi impegnano anche i direttori dellla fotografia, i registi, e a volte si perde qualcosa in qualità. Insomma, se si pensa che in "Un posto al sole" registriamo fino a 18 scene al giorno... È ovvio che a quel punto è sempre "Buona la prima". Ma per un attore che inizia è una scuola fantastica.
È esattamente quello che ci ha detto Valentina Pace, sua collega sul set della soap di Rai3. Siete anche amiche, giusto? Giustissimo, Valentina e io siamo molto amiche.
È facile costruire un rapporto di amicizia anche in un ambiente così competitivo? In generale no. Diciamo che io e lei siamo state fortunate a incontrarci. Anche lei è una persona molto generosa sul set, i nostri valori e interessi sono simili. Insomma, ci siamo trovate. E poi abbiamo avuto entrambe un grande pigmalione: lei Boncompagni, io Arbore…
A proposito: è vero anche per il mondo dello spettacolo il detto "chi ben comincia è a metà dell'opera", oppure la popolarità raggiunta troppo in fretta è un'arma a doppio taglio? All'inizio è un vantaggio. Insomma, aver lavorato in un programma cult come "Indietro tutta", con dei geni della televisione… Poi bisogna prendere le cose con umiltà e professionalità. All'inizio tutto sembra facile, una lusinga continua. Ma bisogna rimboccarsi le maniche, non abbandonarsi alla pigrizia, dimostrare quanto si vale. Anche di più di qualcuno che "arriva dal nulla". Convincere una produzione del proprio talento, di non essere soltanto una starlette insomma, non è facile. Bisogna mettersi in gioco e sapere che spesso dopo un provino andato male si torna a casa con la lacrimuccia.
Cosa avrebbe fatto se le fosse andata male? Sono appassionata di psicologia fin da piccola. Forse avrei fatto la psicologa infantile, mi sarebbe piaciuto occuparmi dei bambini che hanno problemi. Oppure la veterinaria: amo molto gli animali.
Vacanze? Ho terminato di registrare le puntate di "Un posto al sole" a fine luglio e fino al 10 agosto ho lavorato per una fiction Mediaset. Vacanze poche, al massimo 10 giorni, a Pantelleria da amici. E a metà settembre si ricomincia con la soap…
Tempo per l'amore? Sono single. Vorrei un uomo che non sia noioso e che non si pianga addosso. Già uno lavora tanto, se poi deve pure dividere il suo poco tempo libero con un musone… Uomini: imparate a sorridere, per carità!
20
agosto
2004
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