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Geoff Dyer, frammenti di jazz in paroleIntervista con uno dei più stimati autori inglesi del momento
È considerato uno dei più grandi autori degli ultimi anni. Anche se lui, Geoff Dyer, non se ne cura, rimane in disparte, quasi distaccato dal mondo della celebrità. Vive nascosto a Londra, si dice, in un appartamento lontano dai clamori, in periferia. Tra qualche mese uscirà in Italia il suo nuovo romanzo: "Yoga per la gente che non si disturberebbe a farlo". Ma il suo romanzo più famoso e più intenso rimane senza dubbio "Natura morta con custodia di sax". Ed è proprio questo che l'autore inglese racconta. «Stavo entrando nel mondo del jazz e cominciava a piacermi davvero», spiega l’autore. E aggiunge: «Come succede sempre quando qualcosa ti piace sul serio, volevo saperne di più. La maggior parte dei libri che leggevo erano però una delusione, perché erano scritti da critici e privileggiavano le parti tecniche della musica. Così ho scritto il mio libro come se fosse un percorso per scoprire qualcosa di più di questa musica. Il che è piuttosto comune: scrivere il libro che vorresti leggere».
È la stessa immagine effigiata in copertina a raccontare il senso della musica jazz: un cappello a bombetta. Un sax. Alcuni spartiti. Una bottiglia vuota di Coca-Cola, la sigaretta ancora accesa appoggiata su di essa: una gran bella foto, ma più di tutto un’immagine jazz.
Duke Ellington ed il suo autista sono i protagonisti di un viaggio affascinante. Attraverso schegge di sensazioni prendono vita personaggi, una goccia d’acqua sul vetro del parabrezza diventa Thelonius Monk, un giornale che vola per la strada Chet Baker. Nasce così il racconto romanzato della vita dei belli e dannati del jazz. Musicisti che hanno scolpito le loro note nella storia, quasi tutti segnati da un destino tragica e dolorosa.
Dyer ne disegna la vita, con un modo tutto suo, con la dolcezza di un pennello sulla tavolozza, ne accarezza i profili, ma più di tutto li rende umani. Uomini costretti a convivere con l’arte del genio e il seme della follia, della droga, del degrado, della solitudine. In "Natura morta con custodia di Sax", i musicisti si spogliano dell’aura di grandi geni e diventano fragili..
Il jazz è una musica che nasce dal popolo ma oggi sembra diventata una musica per intenditori perchè secondo lei? Man mano che si evolveva e diventava più complesso, il jazz diventava anche una sorta libro aperto sul quale i musicisti stessi studiavano. Inevitabilmente è quindi diventato più “accademico”. D'altra parte, però, non penso che ci sia bisogno di nessun tipo di preparazione per ascoltare il jazz. Tutto ciò di cui hai bisogno sono le orecchie. Un'anima potrebbe aiutare, ma naturalmente questa non è una prerogativa degli esperti. È per il popolo.
Ogni volta che si legge un romanzo si pensa di averci trovato qualcosa di autobiografico dell’autore. Quanto ce n'è nei suoi? La fidanzata che avevo all'epoca mi disse che "Natura morta con custodia di Sax" era il mio ritratto. In realtà le cose che accadono ai musicisti del mio libro non sono accadute a me, ma ci sono certi aspetti delle loro vite, della loro psicologia, che hanno a che fare con me. La solitudine di molti di loro per esempio, e poi il dolore, la malinconia. A volte il legame era più forte con alcuni di loro piuttosto che con altri. Ad esempio mi identificavo moltissimo con Art Pepper.
Che cosa l'affascina di più della musica jazz? Mi piace la sua intensità. In questi giorni però non sono interessato al jazz, mi affascinano di più le persone che combinano gli elementi della musica jazz con quella elettronica. La musica del norvegese Neils Petter Molvaer ne è un esempio. Detto questo adoro comunque Jarret che naturalmente è puramente acustico.
Chi è il più grande jazzista di tutti i tempi secondo il suo parere? Coltraine o Miles credo. Non mi piacerebbe dover sceglie tra l'uno o l'altro, ma invecchiando propendo più verso Miles perché comincio ad apprezzare la musica più tranquilla.
Conosce il Jazz italiano? Certamente. Mi piacciono molto Furio Di Castri, Emanuele Cisi, Enrico Rava. Ultimamente non sono troppo aggiornato su come si sta evolvendo questa musica in Italia.
Progetti in cantiere? Al momento sto anche cercando di scrivere un libro sulla fotografia ma la cosa è incredibilmente difficile. E tutto questo è estremamente buffo: quando sei giovane sei molto più sicuro di te stesso. Mi sentivo così a mio agio a scrivere il libro sul jazz nonostante non ne sapessi molto. Ora che sono più vecchio non mi sento così a mio agio nello scrivere, nonostante io ne sappia di più.
22
agosto
2003
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