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il protagonista 
Il mio nome è Bean,
Mr. Bean

Rowan Atkinson ritorna nei panni di un improbabile agente 007 al servizio della Corona. L'abbiamo incontrato a Roma.

Fosse solo contorto e imbranato sarebbe un personaggio qualunque. E invece il suo sguardo tradisce anche un pizzico di perfidia, grottesca, che il più delle volte gli si ritorce, comicamente, contro. Dopo il successo delle sit-com televisive, mr Bean, alias Rowan Atkinson, ritorna, nei panni di un agente 007 alle prese con un improbabile piano studiato per rubare i gioielli della Corona inglese. Johnny English, questo il suo nome, non sa che cosa sia il pericolo, non sa che cosa sia la paura, non sa niente di niente. In compenso riesce a farci divertire per più di un'ora con il suo umorismo leggero e sornione accanto ad una splendida Natalie Imbruglia, coprotagonista del film. L'abbiamo incontrato a Roma, alla presentazione della pellicola alla stampa nazionale.

Con mr. Bean ci ha abituato ad una comicità muta, fatta di immagini più che di parole. In "Johnny English" non è così...
In effetti Johnny English parla molto di più rispetto a Mr Bean. Ma il suo è un dialogo di supporto: in questo film la comicità si basa ancora una volta sulle situazioni, più che sui dialoghi tra i personaggi.

Il personaggio "cattivo" del film è il magnate francese Pascal Sauvage che Johnny English odia profondamente. Il film esce proprio in un momento in cui i rapporti diplomatici tra Francia e Inghilterra non sono molto buoni...
Da un certo punto di vista è vero. I contrasti sulla guerra sono innegabili. Ma sono 250 anni che Francia e Inghilterra si incontrano e si scontrano, diciamo ogni sei mesi ciclicamente: dunque nessuna novità. La vera sorpresa è che in questo momento la Francia rappresenta il dissenso dell'Europa nei confronti di una guerra giudicata errata. Non vorrei che questo influenzasse il giudizio del pubblico. Mi auguro che la gente possa dimenticarsi delle terribili giornate di questo periodo e godersi un momento di svago.

Possiamo considerare "Johnny English" come la parodia di 007?
Non sono d'accordo nel definirlo così. È un film di spionaggio con un protagonista ridicolo, questo sì. Ma il tono è serio: ci sono scene che evolvono senza spunti comici. La comicità a mio avviso deve esplodere a momenti, in maniera del tutto inaspettata.

Il furto dei gioielli della corona è un classico del cinema e della narrativa...
Sì, è spettacolare anche solo pensare a un tentativo del genere. Forse è per questo che le autorità inglesi non ci hanno permesso di girare nessuna scena del film all'interno della Torre di Londra. Abbiamo dovuto ricreare tutto: la torre l'abbiamo usata solo per alcune scene esterne. In fin dei conti però il valore economico di quei gioielli è così elevato da renderli fuori mercato: chi mai potrebbe acquistarli?

Come è stata scelta Natalie Imbruglia?
All'audizione le abbiamo chiesto di leggere parte del copione come ad una candidata qualunque: gentilmente lo ha fatto e ci è piaciuta subito. Il casting è un momento magico: con gli attori si instaura spesso un feeling che va al di là del film. Ed è per questo che vengono scelti. Il personaggio che interpreta Natalie è razionale, coerente. Il contrario di Johnny che invece, spesso e volentieri, percorre strade lunghe e tortuose per raggiungere un obiettivo. Ma visto che lui è il capo decide sempre di fare di testa sua: e qui la situazione diventa comica.

Poco fa ha accennato alla guerra. Può dirci a tal proposito cosa ne pensa?
Preferisco tenere le mie opinioni per me: sono cinico nei confronti dei personaggi dello spettacolo che si sentono in diritto di esporre le proprie opinioni su tutto e su tutti. La mia vale come quella del mio idraulico o del direttore di questo albergo, con tutto il rispetto per loro.

Progetti futuri?
Nessuno in particolare anche se non posso nasscondere la mia ambizione di girare Mr. Bean 2.

11  aprile  2003

  Alessandro Gennari
  dalla rete
Johnny English Il sito ufficiale del film
Film in uscita Nel canale cinema di libero.it
Professione sosia Lo speciale di News2000

vai all'archivio di il protagonista

Biografia
Nato a Newcastle upon Tyne, Rowan Atkinson è diventato uno dei più noti talenti britannici della sua generazione. Nel 1977 Atkinson attira l'interesse della critica partecipando al festival di Edimburgo. L'anno seguente è uno dei principali interpreti della serie Bbc "Not the Nine O'clock News". La serie va avanti per quattro stagioni e si rivela un grande successo favorendo la vendita di libri e dischi (un disco d'oro e uno di platino) e conquistando un Silver Rose a Montreux, un International Emmy e un British Academy Award. Atkinson viene eletto "Personality of the Year" della BBC. Nel 1981 è il più giovane attore protagonista di un one-man show nel West-end di Londra. Grazie al tutto esaurito al Globe Theatre conquista il premio come attore comico dell'anno. Nel 1985 Atkinson è protagonista in teatro di "The Nerd" (Larry Shue). Nel 1988 è nuovamente in scena per sei mesi con "Lo starnuto", una raccolta di atti unici umoristici di Checov. L'anno seguente comincia l'avventura di Mr. Bean. Dal suo debutto su ITV e HBO la serie è stata venduta in oltre 200 paesi diventando un classico: Mr Bean è il programma più quotato in dieci anni di televisione commerciale.
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