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Sharon, the boss La Stone: un simbolo sexy e una donna decisa a tutto, nel business e nella vita
«Non è solo una delle donne più potenti dello show business, ma anche una delle più belle»: parola di Frank Sanello, forse uno dei migliori conoscitori di Sharon Stone, biografo dei divi (sue le biografie non autorizzate di Eddie Murphy, Tom Cruise, Steven Spielberg) e autore, ovviamente, di "Naked Istinct", dove in 204 pagine ha messo a nudo pregi e difetti della nostra Sharon. Uscito in America nel 1997, il libro scatenò un pandemonio rivelando le particolari inclinazioni della diva, la sua infanzia, la sua famiglia, i suoi numerosi amori.
Fu Sanello a tirare fuori con nomi e cognomi (e lì si procurò un sacco di guai) la storia dell'"approccio" violento tra Sharon Stone e una cameriera conosciuta sul set di "Casino", il film di Martin Scorsese del 1995 che le valse la nomination all'Oscar. La cameriera, secondo Sanello, non gradì le molestie esplicite subite nei bagni del Beverly Hills Hotel, ma soprattutto non gradì di essere identificata e citata nella biografia dell'attrice. Comunque non è il solo episodio citato da Sanello a dimostrare che Sharon ama i metodi "spicci". Ecco come uno dei suoi legali (era allora cliente dello studio Rosenfeld, Meyer & Susman) l'ha descritta in un colloquio con Sanello (e dopo due bottiglie di Merlot) ottenendo come risposta da lei una denuncia per diffamazione e ovviamente la revoca del mandato di assistenza legale: «Quando Sharon Stone vuole qualcuno, affitta una camera di albergo e gli dice esattamente quando e come mostrarsi. Gli dice anche chiaramente che l'occasione si presenta una volta sola, prendere o lasciare».
Alla soglia dei 45 anni (li compie il 10 marzo) Sharon Stone è ancora nell'immaginario erotico per la famosa scena dell'interrogatorio in "Basic Istinct" nella quale accavalla le gambe senza indossare la biancheria intima. Paul Verhoven non le perdonò mai di aver mentito a proposito di quella inquadratura che lei ha sempre sostenuto esserle stata "rubata": «Non è vero, Sharon sapeva benissimo quello che stava facendo e perché...», precisò polemico. Era il 1992 e finalmente la Stone stava uscendo la limbo nel quale il mondo del cinema e della televisione rischiava di relegarla dopo anni di gavetta e provini. "Basic Istinct" e la copertina di Playboy furono il trampolino per entrare nell'olimpo dei divi. Provvista di un QI di 154 (sostiene Sanello), che viene sventolato coma la vera ragione del suo successo, la Stone ha in Donatella Versace una delle sue più accanite sostenitrici: «L'ho subito amata perché è una diva per eccellenza, anzi l'unica. È anche una strafiga, ma non vuole fare la soubrette: Se le fai vedere una cosa che non le piace, ti dice senza mezzi termini: mi fa schifo».
7
marzo
2003
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