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Arbore: «La tv è in crisi ma non tutto è perduto» L'autore de "Il clarinetto" parla del futuro della televisione e della musica italiana
«Sì la tv è in crisi ma non tutto è perduto». È questo il pensiero di Renzo Arbore sull'attuale situazione di decadenza della televisione italiana. «Nella televisione - spiega lo show man raggiunto al telefono nella sua abitazione romana - si stanno formando i due schieramenti uno è rappresentato dalla tv generalista soffocata dall'Auditel. Ma fortunatamente c'è un silenzioso e strisciante aumento degli spettatori della tv digitale e satellitare che lascia ben sperare per il futuro. La tv satellitare con programmi come ad esempio la riproposizione di vecchi programmi la scelta della personalità di ogni tv tematica, con canali come Marco Polo, Discovery Channel. C'è in questo tipo di format di programmi c'è una ricerca che ha lo scopo di rivolgersi ad un target personalizzato, insomma una sorta di tv d'autore concetto che manca oggi in quella generalista».
Allora la tv satellitare sarà il futuro? Non esattamente. Io credo che con la vita che diventa frenetica che ogni giorno affrontiamo sarà sempre più impensabile l'idea di "perdere tempo" davanti alla tv. Ed è per questo che si cercherà una televisione che non è una perdita di tempo.
Parlando di tv generalista quali sono i programmi che preferisce? Vorrei evitare di parlare di programmi. Tuttavia trovo molto interessante "Zelig", e spesso la sera mi divido tra "Porta a Porta" e il "Costanzo Show". Mi piace moltissimo "Sfide" e tutti quei programmi che parlano di storia.
Anche la musica non sta passando un buon periodo Invece credo che in Italia ci siano molti grandi artisti. Abbiamo una fioritura di artisti e una grande creatività, spesso però, sottovalutiamo i talenti e ancora più spesso siamo disturbati dal fatto che identifichiamo la canzone con quello che passa il convento Sanremese .
Però l'equazione è semplice musica italiana uguale Sanremo è una grande fucina musicale. Non bisogna interpretarla per forza come è una manifestazione negativa ma sicuramente ha cambiato la sua fisionomia dalla nascita fino ad oggi. Prima radunava il gotha della musica leggera, adesso è soprattutto una passerella per nuovi talenti, ma non è uno specchio della realtà musicale del nostro paese. Noi abbiamo talenti da fare invidia ad altri paesi.
Qualche esempio? Vinicio Capossela ma anche Piero Pelù, De Gregori.
E poi c'è il jazz italiano Abbiamo una leva di jazzisti molto interessante, forse seconda solo a quella degli stati uniti: i fratelli Deidda, strumentisti e virtuosi che stanno trovando un'identità jazzistica tutta nostrana italiana. Poi la pirateria soffoca e non poco la musica.
Internet, cosa ne pensa, cosa le piace e cosa non le piace delle nuove tecnologie? Lo conosco poco però certamente tutto ciò che porta avanti il discorso delle nuove tecnologie è salutare. Io che mi ritengo un evoluzionista che credo che sia importante, perché il progresso è sempre una rivoluzione straordinaria. Naturalmente internet ha delle controindicazioni, ma quelle ci sono sempre, in tutte le cose.
21
febbraio
2003
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