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il protagonista 
Proietti e l'effetto-Rocca

Torna con una fiction pensata da lui, una commedia per "cambiare aria". Ci ha raccontato del suo teatro, degli attori con la A maiuscola e del suo piccione che si credeva cane

Lui che fa spettacolo anche mentre elenca le varie specie di animali che ha avuto in casa, lui che da otto anni colleziona indici d'ascolto a sei zeri nei panni dello stesso maresciallo, lui che "guarda la tv solo la sera molto tardi perché non ha tempo" ma che la tv, ogni volta, dimostra di saperla fare come pochi altri. Lui, Gigi Proietti, tra una replica di "Serata d'onore" e una capatina al cinema, regala al suo pubblico una nuova miniserie in due puntate, "Il veterinario": una delicata commedia all'italiana, per certi tratti molto vicina alle atmosfere di una favola. Ancora televisione. Lui che sta sul palcoscenico da quarant'anni eppure la passione sembra sempre quella di un debuttante, lui che quattro anni fa s'innamorò dell'idea di fare il direttore di uno dei teatri storici di Roma.

E che adesso...
Adesso il "Brancaccio" è uno dei primi teatri d'Italia. Gestire e dirigere un teatro è meraviglioso nella teoria, faticosissimo nella pratica. In quattro anni però lo abbiamo trasformato in qualcosa di grande.

Anno nuovo, fiction nuova. Tocca a "Il veterinario" (domenica 30 e lunedì 31 gennaio, Rai Uno, in prima serata, ndr): sveste la divisa e indossa il camice?
No, dico a me stesso e al pubblico che continuo a fare solo il mio mestiere: l'attore. Non sono né un maresciallo né un dottore. Spesso mi viene da pensare che è stato meglio aver fatto certe fiction quando ero già avanti nella mia carriera. Sarebbe stato molto più difficile sopravvivere all'effetto-Rocca.

A proposito, quando la rivedremo nei panni nel maresciallo più famoso d'Italia?
A febbraio riprenderemo le riprese della quinta serie che andrà in onda a fine anno.

"Il veterinario" ha come protagonisti animali e clochard. Una digressione sociale?
L'idea di partenza è mia anche se l'avevo pensata diversamente, più seriale, più lunga. Intendiamoci: io amo gli animali ma non è che mi metterò a fare una campagna sulla mistica delle bestie. Il mondo dei barboni mi affascina da sempre. Volevo portarlo in teatro con un musical, il titolo sarebbe stato "Cartoni animati" ma era troppo costoso. "Il veterinario" è una commedia a tutti gli effetti. Un genere molto difficile: non è un semplice lavoro di montaggio, per farla servono gli attori e qui ci sono. Commedia è leggerezza, non superficialità. Per fortuna abbiamo capito che in tv non vincono solo le lacrime e che la fiction può anche far ridere. Nessuna critica del sociale solo un tentativo di cambiare un po' aria.

Cambiare aria: prospettiva accattivante. Ce la spiega meglio?
Qualche tempo fa ho letto che alcuni bambini svedesi a cui avevano chiesto di disegnare un pesce hanno fatto il ritratto di un bastoncino surgelato. Questa fiction è anche il tentativo di rimediare al fatto che un bimbo, oggi, potrebbe non aver mai visto una mucca da vicino. Stesso discorso per i barboni. L'idea è raccontare un mondo che in tv non si racconta quasi mai. Un mondo più ecologico, parlare della mucca. Il veterinario è un pretesto, un'occasione. Gigi (il protagonista, ndr) capirà che esistono anche altri mondi che fino a quel momento ignorava.

Torniamo ai suoi animali (e qui parte lo show di cui sopra, ndr)...
Allora: ho avuto un piccione, Toto, che però credeva di essere un cane quindi non volava ma faceva chilometri e chilometri a piedi. Ho avuto un'anatra, nove gatti che ora sono rimasti in due. Ho avuto una tartaruga ma stava sempre per conto suo e un riccio che non faceva molta compagnia. Ho avuto tre cani e ora me ne è rimasto uno solo: Oscar. Un nome che è una sorta di vagheggiamento della mia carriera. Vorrei un altro merlo indiano. Ne avevo uno che diceva solo una parola: Gigi. Bella soddisfazione soprattutto perché lo diceva in tutte le tonalità.

28  gennaio  2005

  Barbara Del Pio
  dalla rete
Gigi Proietti "Prove per un sito"
Teatro Brancaccio La sua creatura
Fiction Gigi in tv

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La trama
Gigi Grulli (Gigi Proietti), aria simpatica, svagata, è un medico veterinario. Vive in una bella villa con la moglie Gioia (Edy Angelillo) e con i loro due figli: Riccardo ed Emanuela. Gigi si divide fra il suo studio e il laboratorio della Sgnak, una fabbrica di mangimi per animali di proprietà del suocero Egidio, dove lui è responsabile del settore qualità. Dall'Argekistan arriva su un vecchio camion un carico di carne a prezzo stracciato. Gigi la analizza e scopre che è avariata. Dà ordine di mandarla subito indietro. Una giornalista (Anna Galiena) segue la vicenda e qualcosa va storto...
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