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il protagonista 
Dj Jad balla da solo

Con la raccolta "Black on track", l'altra metà degli Articolo 31 racconta la storia dell'hip-hop

È uscito a dicembre il nuovo progetto solista di Dj Jad, l'altra metà degli Articolo 31. "Black on track" è una compilation che raccoglie il meglio della produzione hip-hop e R&B in due cd adrenalinici. Il primo lavoro esplora la musica da club con artisti come Missy Elliott, The Roots, Alicia Keys, Outkast, mentre il secondo è quasi didattico. Gli anni Novanta vengono sezionati e rivissuti attraverso le note di Cypress Hill, Whodini, Run-Dmc ed Angie Stone. Nella sede della BMG abbiamo incontrato il dj che ci ha illustrato progetti e passioni.

Avresti voluto inserire altri artisti nella tua compilation?
Diciamo che alla fine ce l'abbiamo fatta, è stato un po' un casino, riassumere tutto. Io avrei messo il mondo. In futuro magari ci sarà anche un capitolo due: non mi importa se questo va male, io lo faccio lo stesso, non me ne frega niente. Ci sono due cd, uno di roba nuova e l'altro di roba vecchia. Nel secondo avrei messo la storia per esempio Grandmaster Flash.

Tu sei partito dal 1984
Sì, con Whodini e Run-Dmc.

Nella compilation hai collaborato con Roach Killa
Ci sono tre mie tracce: due intro e la traccia numero sei che è una produzione che ho fatto io, "Roach Killa Vs Dj Jad", con questo ragazzo che vive in Canada.

Lo conoscevi?
Non mi è stato proposto. Quando faccio qualcosa deve essere sentita: ci siamo conosciuti e abbiamo fatto una base, lui ha firmato il testo. Questo pezzo mi sta dando delle belle soddisfazioni, so che le radio lo stanno passando.

Hai in cantiere altri progetti da solista?
Sì, ho un progetto, non per l'Italia. Sto facendo delle produzioni come dj, mentre il mio socio (J Ax degli Articolo 31, ndr) è intrippato con il cinema e i videoclip. Non so quando uscirà. Sto producendo anche un ragazzo italiano di nome Ioris, che non c'entra niente con questo genere musicale.

Bravo?
Per me lui è vero, sincero, un'artista a 360 gradi, suona tutti gli strumenti, un fenomeno. A gennaio uscirà un suo singolo. Non gli ho ancora fatto fare niente di promozionale. Quando l'ho conosciuto suonava reggae in una band.

A tale proposito, è possibile secondo te dire che l'hip-hop sia strettamente connesso con il reggae?
Io la vedo così: tutta la black music nasce e ha origine dal contesto afro-americano. È la radice comune che ha determinato il jazz, rock, R&B, la dance, la funky disco.

A parte la classica e l’opera
Sì, a parte la classica e l'opera. Che due palle! Però ci sono delle cose che mi piacciono della classica, ogni tanto mi ascolto qualcosa.



21  gennaio  2005

  Gianbattista Pinna
  dalla rete
BMG Il sito della casa di produzione
Articolo 31 J Ax, l'altra metà di Dj Jad
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L'hip-hop secondo Afrika Bambaataa
Universalmente riconosciuto come il "padrino" e il precursore della cultura hip-hop, Afrika Bambaataa la descrive così: «Hip-hop significa l'intera cultura del "movimento". Quando parli di rap, il rap è una parte della cultura hip-hop. L'emceeing (da MC, Master of Cerimonies, ndr), il djaying sono una parte della cultura hip-hop. Il modo di vestirsi e di parlare sono tutte parti della cultura hip-hop. La breakdance, i b-boys, le b-girls, come ti muovi, cammini, appari, parli sono tutte parti della cultura hip-hop. La musica non ha un colore: la musica hip-hopè fatta da neri, marroni, gialli, rossi, bianchi. Qualsiasi musica che ti da la spinta, quel funk, quel groove o quel beat, fa tutto parte dell'hip-hop».
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