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Paolo Agosta e la sua "Principessa" L'artista emergente si inserisce nel mondo della canzone con garbo e ironia
In una giornata milanese invernale stranamente calda e con il sole, abbiamo incontrato Paolo Agosta: cantautore, fotografo, pittore insomma... artista, che ci ha descritto con garbo e ironia i suoi immediati e futuri progetti.
Mi parli dei tuoi imminenti progetti? Sì, se devo parlare di album, il mio è un progetto che ho preparato in 4 anni, forse anche sei. Ci sono pezzi che ho scritto molti anni fa e tra essi ho scelto quelli più coerenti per dare un suono omogeneo al disco. Quello che volevo era un sound che fosse legato alla musica inglese e americana anche degli anni Settanta. L'album contiene 12 pezzi tutti diversi fra di loro, hanno sicuramente una personalità specifica. Ci sono ballad come "Principessa", più commerciale e radiofonica, e altre tracce più chimiche come "L'immensità".
Con chi ti piacerebbe duettare? Tra gli artisti internazionali, anche se per il momento non posso permettermelo… sparo grosso: sicuramente Radiohead e Paul McCartney. Tra gli italiani Carmen Consoli.
Che sensazione ti ha dato aprire il concerto di Vasco? Beh, sul palco c'ero anch'io insieme ad una band di miei amici. È stato più facile di quello che pensassi, anche se di fronte avevo trentamila persone; è stato più semplice perché allo stadio (quello di Udine, ndr) le persone sono distanti, non te le senti addosso. Prima di salire avevamo una grande paura, anche perché due settimane prima il cantante degli Stereophonics si era preso una scatoletta di piselli in faccia.
La canzone e la fotografia sono due strumenti per descrivere la realtà. Che cosa ti piace di questi mezzi? La musica adesso riempie l'80% della mia vita, però la fotografia e le arti figurative in generale chiudono un cerchio. Ho sempre fatto le due cose insieme. Anche per il mio disco, ad esempio, sono io che ho curato le grafiche.
I tre dischi della tua vita? È una domanda molto difficile, perché ci sono dei periodi della vita in cui si ascolta molto un artista, mentre in altri meno. Sicuramente direi un album dei Radiohead, uno dei Coldplay, Pink Floyd, o uno dei Beatles o e dei Nirvana.
Cosa vorresti dire alla tua maestra che ha detto che non hai orecchio musicale? Un po' di tempo fa si ascoltava una canzone di Tricarico... No scherzo. Ho preso questa frase in modo molto forte, perché mi riguardava direttamente, se dovessi vederla le direi di comprare il mio disco.
31
dicembre
2004
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