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La cappella del faraone
Ramses II e il culto della guerra
La terra d'Egitto continua a custodire straordinarie meraviglie del passato. L'ultima è stata portata alla luce da un'equipe di archeologi anglo-egiziana. Si tratta di una cappella dedicata al culto del faraone Ramses II, scoperta nella zona in cui sorgeva un'antichissima base militare.
Oum Rakhm, è questo il nome del sito archeologico (400 km a ovest del Cairo) in cui è stata fatta l'importante scoperta. La cappella è composta da 3 ampie stanze in mattoni d'argilla a cui i fedeli accedevano attraverso una monumentale porta scavata nella roccia calcarea.
Nelle iscrizioni in geroglifici ritrovate dagli archeologi sulle pareti della cappella, compare sovente il nome di Ramses II spesso associato alle rappresentazioni di Sekhmet, la dea della guerra con la testa di leone, e Ptah, il suo fedele aiutante. Questo, insieme a un'altra serie d'indizi, ha fatto concludere agli esperti che in quelle stanze si svolgessero anche sacrifici rituali in onore della divinità bellica.
La stessa equipe ha portato alla luce un'estesa e sontuosa cucina utilizzata, a quanto pare, per fornire il vitto ai sacerdoti che officiavano i riti. L'ultimo spazio, separato dal precedente da un'enorme parete, era riservato alla cucina in cui erano preparati i pasti dei soldati.
Questa cappella rappresenta un ulteriore tassello del grande mosaico di tracce lasciate da Ramses II in territorio egizio. Un faraone da molti definito, di volta in volta, il grande costruttore o l'eccelso guerriero. Di lui sappiamo che morì all'età di 97 anni e che ebbe almeno 4 mogli (qualche testo di storia egiziana parla di 5 o 6 consorti primarie) e, stando alle fonti, 150 figli (100 maschi e 50 femmine).
La moglie più amata e conosciuta pare sia stata Nefertari, alla quale dedicò il piccolo tempio di Abu Simbel. L'ultimo particolare della sua vita privata passato alla storia riguarda l'identità della sua guardia del corpo: un ferocissimo leone chiamato "massacratore".
25 gennaio 2002
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