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ira digitale 
Che Tavanata!

Treni ad alta velocità: internet diventa teatro di una diatriba virtuale fra Fs e comitati di cittadini

La rete dà voce ai cittadini. E i cittadini si mobilitano in rete. Tema: il treno ad alta velocità. Che il treno sia tra tutti i mezzi di trasporto quello che inquina di meno è un fatto indubbio. Col treno si risparmia energia e si inquina in maniera ridotta l'atmosfera. Ma, navigando qua e là si scopre che il treno ad alta velocità non è come il treno "normale". In rete, infatti, si legge che si tratta di un mezzo di trasporto che avrebbe un impatto notevole sull'ambiente, quindi, bisognoso di una sede speciale, protetta da barriere, per evitare che il boato che produce al suo passaggio si propaghi a chilometri di distanza. Intorno ai binari del Tav, non potrebbero, quindi, esserci case, pena una vita invivibile, peggiore di quella che vive chi abita vicino agli aeroporti.

Ne sanno qualcosa nel Mugello, dove la magistratura ha bloccato i cantieri della linea Bologna-Firenze. In questo tratto sono state scavate gallerie che avrebbero aumentato i rischi idrogeologici e avrebbero deturpato il territorio. La magistratura sta indagando in seguito alle denunce dei cittadini secondo i quali i lavori del Tav sono causa della scomparsa di falde acquifere. Ne sanno qualcosa nella Valle di Susa, in provincia di Torino, dove da anni è presente un comitato di cittadini sull'alta velocità. La linea del Tav passerà proprio nel centro della valle, creando un vero e proprio muro fra i due versanti. Anche Wwf e Legambiente dicono la loro, naturalmente via web, invitando a riconsiderare l'intero progetto e convertirlo in un potenziamento dell'attuale rete ferroviaria italiana. Qualcuno proclama addirittura scioperi per fermare il progetto.

Ma anche le Fs fanno sentire la loro voce attraverso la rete. Secondo uno spot distribuito nei cinema, il Tav è una rivoluzione nei trasporti italiani, rispetta l'ambiente e i beni architettonici. Alla fine della pubblicità viene citato anche il web per dimostrare che si tratta di un affare ipertecnologico. Tav.it è il sito che le Fs hanno creato per la promozione e la comunicazione delle novità, per aggiornare gli italiani sullo stato di avanzamento dei lavori. Anche il sito, come lo spot, è bellissimo. Ma, secondo i siti di alcuni comitati di cittadini, dice cose inesatte. La rete diventa così teatro di una diatriba virtuale fra le Fs e quei cittadini italiani che da anni protestano contro l'alta velocità.

Sul sito ufficiale del Tav si può leggere che: "gli impatti maggiori di una ferrovia, nella fase di costruzione e nella fase di esercizio, riguardano l'assetto delle reti interferite (soprattutto viarie e idriche), l'intrusione visiva delle nuove opere, l'occupazione di territorio e le emissioni (vibrazioni, rumore e campi elettromagnetici)". Verranno, perciò, messe in atto opere di "mitigazione dell'impatto ambientale". Ribattono i comitati che "tutto quello che la linea ferroviaria ad alta velocità incontra sulla sua strada viene modificato. Strade, infrastrutture, case, fiumi, montagne, intere valli. Ma anche abitudini, culture, ecosistemi".

20 gennaio 2002

  Daniele Passanante
  dalla rete
Tav Il sito ufficiale
Legambiente Un dossier sull'alta velocità
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Quanto ci costa?
Un navigatore si è armato di calcolatrice ed euroconvertitore. Secondo le sue stime i lavori del Tav costano troppo. «Nel 1994 i costi dell'alta velocità sono stimati in circa 35mila miliardi di lire, ma sono, poi, saliti nel 1997 a 50mila miliardi. Di questo passo costeranno un mione di lire per ogni italiano». Il capitale della società Tav è ripartito tra 27 soci: 43% alle Ferrovie dello Stato e il rimanente 57% distribuito fra società finanziarie e compagnie di assicurazione.
Binario unico...
... O binario morto? In Italia ci sono attualmente circa 10mila chilometri di binari unici. E se anziché investire sul Tav si fosse investito sul raddoppio capillare? Spesso per raggiungere una grande città da una località periferica, con una distanza al di sotto dei 150 chilometri, sono necessarie almeno tre ore di viaggio in condizioni disagiate. E tutto questo per colpa dei binari unici.
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