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Atlantide? È a Cuba
Scoperta una città sommersa nel canale dello Yucatan
Diverse sono le ipotesi formulate, nel corso dei secoli, su Atlantide. L'alone di mistero che circonda quella che Platone considerava una grande isola, scomparsa con tutti i suoi abitanti a seguito di una tremenda catastrofe geologica all'alba della storia dell'umanità (vedi articolo correlato), potrebbe essere finalmente svelato.
Stando agli ultimi studi, Atlantide si troverebbe (il condizionale è comunque d'obbligo) nelle acque profonde al largo di Cuba.
Un'estesa piana di terra con forme che ricordano piramidi, strade e costruzioni risalenti al periodo preclassico, è stata individuata nel canale dello Yucatan, a circa 600-700 metri di profondità, da un gruppo di ricercatori canadesi guidato dall'ingegnere oceanico sovietico Pauline Zelisky.
La scoperta, avvenuta la scorsa estate durante una delle tante ricognizioni subacquee effettuate da questa équipe, avvalorerebbe le ipotesi finora sostenute da Andrew Collins, studioso di civiltà antiche e autore di best seller in tutto il mondo, e da Emilio Spedicato, docente dell'università di Pisa.
«Abbiamo le prove - ha dichiarato Collins - che l'area tra Cuba e le Bahamas è stata inondata e colpita da comete e asteroidi, probabilmente nel periodo che descrive Platone. Dunque ritengo che Atlantide si trovasse non distante dall'isola più grande dei Caraibi».
Tra le teorie che hanno cercato in questi anni di fornire una sua precisa e dettagliata descrizione geografica, spicca quella di Roberto Pinotti che, sulla base di recenti ricerche, prospetta in un suo saggio una tesi a dir poco rivoluzionaria e inquietante: l'avanzatissima civiltà prediluviana, sommersa da un probabile cataclisma cosmico, potrebbe essere originaria di altri mondi. Perché allora non cercare di mettersi in contatto con gli extraterrestri per far luce finalmente sul mistero di Atlantide?
18 gennaio 2002
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