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il mistero svelato 
I maya decifrati

I segreti di una delle scritture più complesse del passato

Segni con un significato preciso, ideogrammi molto simili a geroglifici egizi: queste sono le prime forme di scrittura maya, le iscrizioni giunte fino ai nostri giorni e finalmente intelleggibili.

I glifi (questo è il loro nome tecnico) dei maya hanno rappresentato per anni un vero rompicapo per gli studiosi. Non una settimana enigmistica, ma secoli enigmistici nel vero senso della parola. Ma alla fine tanta fatica è stata ripagata. I segni ritrovati nelle stele e nei templi prima misteriosi poi sempre più chiari sono stati oggetto di una vera e propria opera di decifrazione dalla fine degli anni cinquanta.

A quel punto il mistero ha iniziato a diradarsi sotto i colpi sempre più precisi della luminosa lama del sapere e dell’ascia delle traduzioni. Fino a scoprire che la scrittura maya era costitutia da una vera e propria sintassi: con sillabe, regole e punteggiatura

La scrittura maya è ideografica, secondo uno schema complicato e molto elaborato. Inoltre, era considerata un dono sacro e per questo custodita da pochi eletti e inaccessibile al popolo. I glifi andavano letti dall’alto verso il basso, ma una delle maggiori difficoltà incontrate dai ricercatori era dovuta al fatto che le parole potevano mutare senza però alterare il significato del tutto.

Le diverse possibili soluzioni hanno spesso mandato in tilt fior di ricercatori ma, talvolta, sono state persino utili. Un elemento pittografico della loro scrittura poteva infatti  sostituire una sillaba e grazie a ciò è stato possibile identificare i simboli fonetici che accompagnavano la figura conosciuta.

I glifi, dal canto loro, assumevano un significato diverso a seconda del contesto, pur presentandosi spesso identici gli uni agli altri. Dunque una forma di scrittura molto evoluta perché comprensiva di numerose articolazioni e complesse variabili: molto vicini questi ultimi all’alfabeto fonetico vero e proprio. Anche se la sua invenzione va attribuita ai fenici.

4 gennaio 2001

  Matteo Grandi
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L'utilizzo
L' elaborato metodo di scrittura geroglifica servì ai Maya per registrare eventi storici, mitologici e riti in iscrizioni scolpite e dipinte sulle superfici più svariate: lastre di pietra o colonne, architravi, scalinate, o altri monumenti.
Come leggere
La scrittura Maya era composta da sequenze di glifi disposti in colonne verticali, dall'alto verso il basso, o attraverso un sistema di alternanze tra una fila e l'altra che variava secondo che le linee di segni presenti fossero pari o dispari.
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