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Il papà del mouse
È Douglas Engelbart l’inventore del mouse
Non c’è homo più tecnologicus di lui, l’uomo che ha inventato il mouse, l’ingegnere più user friendly che il mondo abbia mai visto: Douglas Engelbart, 75 anni di onorata carriera e un topo che gli frulla nella testa.
Nel 1968, a 43 anni, Engelbart presenta al mondo la sua invenzione. Con un microfono più cerchietto, modello centralinista, piazzato in testa e una mano sul suo amato, primo e unico, rattus tecnologicus, Doug (usiamo toni amichevoli perché ormai è uno di famiglia per tutti noi computer-dipendenti) lascia a bocca aperta tutta la platea solo per il suo look. Presentando poi il mitico mouse, in legno e con rotelline stile carrello del supermercato, stupisce tutti gli scettici.
Con il suo roditore Engelbart non ha solo agevolato l’uomo nell’utilizzo della macchina, ma ha costretto il progresso ad essere più attento alle esigenze dell’utente, rivoluzionando completamente il concetto di interfaccia. Se non ci fosse arrivato lui il mouse l’avrebbe inventato qualcun altro? Probabilmente no. Il topino è stata davvero una di quelle genialate che capitano una volta ogni secolo, quei fulmini d’ingegno che se non cogli hai perso il tram.
Ora, a trent’anni di distanza dall’illuminazione che lo ha benedetto, l’esimio Engelbart ha i capelli bianchi, un’aria mite e modesta, e un megaufficio presso la Logitech. La maggior parte delle sue giornate, però, le trascorre presso il Bootstrap Institute, un’organizzazione nonprofit che porta avanti lo sviluppo tecnologico seguendo i principi che Doug da sempre professa e che sono stati alla base della sua invenzione: l’attenzione nei confronti dell’uomo contro un’evoluzione cieca e bieca della macchina.
In sintesi, secondo Engelbart (e con il nostro supporto morale) computer, robot e ferraglie tecnologiche in genere, devono seguire le esigenze dell’uomo e adattarsi a lui e non vice versa. Una filosofia rivoluzionaria alla base di un’idea altrettanto rivoluzionaria. Onore a Doug.
17 ottobre 2000
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