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il mistero svelato 
Un curato spendaccione

Miserie e grandezze di un parroco di provincia

Gli ingredienti per un buon romanzo ci sono tutti: un borgo medioevale, una piccola chiesa in rovina, un parroco esoterico e un tesoro nascosto. Dumas ne avrebbe fatto una delle sue opere memorabili. Eppure, Rennes-le-Château, così si chiama il luogo nel Languedoc (Francia del sud), non ha bisogno dell'immaginazione dello scrittore francese per fare parlare di sé. Dalla fine dell'Ottocento, il piccolo villaggio è sempre stato oggetto di studio, di culto e di pellegrinaggio per variopinti esemplari della fauna umana.

Nel 1885 il villaggio accoglie il suo nuovo parroco: François Bérenger Saunière, 33 anni e tanta voglia di fare. Le ristrettezze economiche non scoraggiano il giovane prete che non resiste allo stato di abbandono in cui versa la chiesa locale. Si rimbocca le maniche e inizia i lavori di ristrutturazione. La storia inizia a tingersi di giallo quando il giovane prete si imbatte in quattro pergamene. Le prime due contengono delle genealogie, le altre, dei messaggi incomprensibili perché scritti in codice.

Incuriosito ma consapevole di avere tra le mani una storia più grande di sé, decide di chiedere consiglio al vescovo di Carcassonne che lo invita a recarsi a Parigi, con i documenti naturalmente. Detto fatto. Non si sa con esattezza con chi abbia parlato, né cosa sia stato detto durante gli incontri a cui ha partecipato il rude e provinciale ecclesiastico. Fatto sta che al suo ritorno la vita della parrocchia è stravolta da una serie di iniziative architettoniche. Si fa costruire la torre Magdala e una comoda abitazione di campagna, non dimenticando la vecchia promessa: il restauro della chiesa.

Tuttavia questo raptus di attivismo edilizio rivela aspetti quantomeno curiosi: il sacerdote fa mettere all'entrata della chiesa, in bell'evidenza, una statua d'Asmodeo il demone a cui si attribuisce il compito di guardiano di grandi tesori. Per renderlo più convincente nel suo ruolo, fa scrivere una lapide con queste parole "Terribilis est locus iste". Una frase dal notevole impatto deterrente. La vita del parroco si fa mondana e spendacciona, mentre i parrocchiani mormorano circa l'esistenza di un tesoro. Il mistero si infittisce fino alla morte del sacerdote avvenuta il 22 giugno 1917.

Le ipotesi per spiegare l'origine delle ingenti risorse di quest'oscuro prete di campagna hanno fatto scorrere fiumi di inchiostro e di saliva, alimentando storie e leggende. C'è addirittura chi è andato a scomodare il sacro Graal. Purtroppo, o per fortuna, François ha portato il suo segreto nella tomba.

26 ottobre 2001

  Michel Paganini
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  Bérenger Saunière
È un ragazzo indipendente e ribelle alla gerarchia. Entra nel seminario di Carcassonne ed è ordinato sacerdote nel 1879. Dopo qualche esperienza di vicariato in vari piccoli centri, diventa professore al seminario di Narbonne. Ma la sua natura turbolenta gli costa l'allontanamento dal centro religioso e l'assegnazione a Rennes-le-Château dove alimenta leggende per le risorse di cui sembra disporre. Durante la sua permanenza nel paesino si procura i servigi di una perpetua, Marie Dénarnaud. Alla morte (1917), la perpetua diventa erede universale del curato di Rennes, con grande sgomento dei parrocchiani.
  Il tesoro scomparso
Alla morte dell'abate di Rennes, dicevamo nel box accanto, entra in scena Marie Dénardaud che eredita tutte le sue proprietà e costruzioni. Nominare la Dénardaud nel suo testamento ubbidisce a un calcolo ben preciso: sottrarre tutti i beni al vescovo con cui era in conflitto. Ma una gallina dalle uova d'oro, bisogna curarla. E così la perpetua continua a favoleggiare sull'esistenza di un tesoro che ha fatto la fortuna dell'ormai celebre sacerdote. A questo punto entra in scena Noël Corbu che compera alla Dénardaud le proprietà dell'ex-parroco e le trasforma in ristorante. Una scelta che non ha bisogno di pubblicità.
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