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Licenziato per odio
Un poliziotto americano perde il posto per un'assurda mail anti-islam
«Credo che mille arabi debbano morire per ogni americano ucciso l'11 settembre». Questa frase è costata cara a Ray Sanford di Griffin, negli Stati Uniti. Gli è costata il posto di lavoro. Nei giorni seguenti ai tragici attentati che hanno colpito l'America Ray, 58enne, di professione poliziotto analista del crimine, si era lasciato andare a queste infelici esternazioni scrivendole in un'e-mail vendicativa e piena di rancore.
Ha poi inviato il messaggio a una lista di discussione che lui stesso aveva creato tra i suoi colleghi. Nell'e-mail sosteneva inoltre che se gli arabi avessero continuato i loro attacchi terroristici, gli americani avrebbero dovuto eliminare l'intero mondo arabo. «Non mi preoccupo per niente», ha anche aggiunto. Specificando «penso che un ottimo obiettivo potrebbe essere La Mecca, per catturare l'attenzione di tutto il mondo musulmano».
Ma per sua sventura i suoi discorsi agghiaccianti e razzisti non sono affatto piaciuti ai colleghi, che hanno invece segnalato l'e-mail al capo della polizia, Armand Chapeau, il quale ha imposto immediatamente le dimissioni a Sanford. Non è infatti lecito inviare messaggi di questo tipo da account aziendali o da caselle di posta di lavoro. E in questo caso, anche se la mailing list non era un servizio pubblico ma una semplice iniziativa privata dello stesso dipendente licenziato, la sua firma professionale nell'e-mail conteneva tutti i riferimenti al corpo di polizia. Tanto è bastato per farlo mandar via.
Ma nonostante si sia trovato dall'oggi al domani senza il suo lavoro, Ray Sanford non sembra essersi pentito della sua assurda dichiarazione contro gli arabi. «Non credo ancora che quello che ho detto, considerando il contesto generale, possa essere giudicato bigotto o razzista», ha commentato infatti il poliziotto. Sanford ha riconosciuto che il suo messaggio è stato inappropriato e ha ammesso di aver perso un po' la ragione in quel momento, ma non ha assolutamente pensato di rinnegare la sua e-mail, spiegando che in fondo rifletteva lo stato d'animo dei primi giorni dopo la tragedia.
14 ottobre 2001
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