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Vip in trappola
Braccati in rete
Vip, tremate. Ora non è sufficiente guardarsi da cameraman e paparazzi. Non basta coprirsi le spalle da fans invadenti e curiosi. Il pericolo è in rete. Si chiama "The smoking gun" e già il nome è tutto un programma. Fa il pieno di accessi puntando su scoop che riguardano personaggi famosi. Ma niente chiacchiere o fotografie: queste sono cose da giornaletti scandalistici. Il web punta su documenti autentici rigorosamente personali, se non top secret. O almeno in teoria. Ecco un assaggio di quello che si può trovare.
«Mariah Carey? Le sue canzoni sono incredibilmente banali e il suo guardaroba farebbe arrossire anche delle spogliarelliste…». Non sono le affermazioni di qualche cantante rivale, ma un trafiletto introduttivo per presentare qualche chicca sulla burrosa ragazza da un milione di dischi. Ad esempio, lo sapevate che Mariah quando è in tournée pretende, tra le numerose cose, acqua minerale di un'unica marca e pranzi a dir poco faraonici? Altrimenti, viene da chiedersi, cosa farà, i capricci?
Di certo la Carey non è l’unica cantante pretenziosa. La segue a ruota Britney Spears, descritta come «piuttosto permalosa e suscettibile», che nel corso del tour mondiale dello scorso anno avanzava richieste specifiche perfino nell’arredamento del camerino: tra le varie cose la reginetta del pop pretendeva un grande tavolo da caffè, due lampade a stelo, sedie pieghevoli, tv via cavo e una linea telefonica personale e privata per la sua stanza. E poi bibite energetiche al gusto di uva e arancia, una caraffa di acqua calda, frutta e verdura fresche, una teiera di the appena fatto con limone e miele. A fondo pagina si legge anche che i termini dell’accordo "confidenziale" non sono divulgabili a terzi. Chissà chi ha spifferato i documenti…
Ben più trasgressivi i Bush, che tra carote biologiche, sedano, barbabietole rosse, spinaci, prezzemolo e mele vogliono nel camerino casse di birra fredda (si può optare tra due note marche), quattro bottiglie di buon vino a scelta tra Cabernet Souvignon o Barolo, Jack Daniel’s, tequila con sale, limone e lime a fette, caffè appena fatto con zucchero, miele, limone e crema. Il gruppo vuole solo posaceneri di vetro e non può stare senza miniature di cioccolato assortite. In fatto di body guard la band di Gavin Roosdale è chiara: «È preferibile che almeno il 10% del personale di sicurezza sia femminile». E c’è già chi sussurra che l’idea sia nata in seguito al fidanzamento con il front man e la tostissima Gwenny Stefani dei No Doubt. I Pearl Jam invece non vogliono vedere alcoolici nel backstage e portano personalmente i frullatori per fare succhi di frutta e verdura.
Non sempre però è facile essere una star. Tra alimentazione pre-concerto e abiti di scena, Janet Jackson si è dovuta preoccupare anche di qualcosa di decisamente più serio: un maniaco. Il suo nome è Eric Leon Christian, venticinquenne di Baltimora che si autoproclama "Il re di Gerusalemme". Il ragazzo di recente ha perseguitato la Jackson con lettere e telefonate e per questo gli è stato imposto da un giudice di tenersi lontano dalla popstar e dal suo staff. Volete sapere altre indiscrezioni? Cliccate. Su smokinggun, naturalmente.
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