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Ufo d'annata
Un papiro racconta di misteriosi avvistamenti
Un antico documento, un negozio d'antiquariato e sullo sfondo le piramidi: sembrano gli ingredienti del quarto episodio della saga di Indiana Jones. Eppure, in questo caso, Indy è stato scomodato inutilmente. Qui si tratta del papiro Tulli, un documento misterioso che rivelerebbe l'esistenza di strani oggetti volanti già ai tempi dei faraoni. Fantascienza? No, quasi storia.
La vicenda inizia come un buon giallo d'epoca. Il professore Alberto Tulli, direttore del Pontificio museo egizio del Vaticano, durante un viaggio di studio in Egitto effettuato nel 1934, incappa in un papiro che suscita immediatamente la sua curiosità d'intenditore. Il prezzo esorbitante richiesto dall'antiquario ne impedisce l'acquisto ma il professore non demorde e chiede al negoziante di poterne copiare il testo. E la traduzione dello scritto rivela una vicenda prodigiosa...
Secondo il contenuto del papiro il Faraone Thuthmosis III (1504-1450 a.C.) e i suoi sudditi avrebbero assistito a una serie di strani avvistamenti: oggetti sconosciuti si muovevano nel cielo. Ma la sorpresa si trasforma in stupore quando il professor Tulli scopre sul papiro la presenza di cancellature, proprio nei punti più importanti, come se l'autore delle modifiche volesse nascondere quegli episodi in particolare al lettore.
Solo nel 1963 Solas Boncompagni, uno studioso di avvistamenti, viene a sapere dell'esistenza del papiro e un anno più tardi la rivista "Clypeus" pubblica la traduzione italiana del testo geroglifico accompagnata da note esplicative. Vi si poteva leggere: "...queste cose divennero sempre più numerose nei cieli d'Egitto... Il loro splendore superava quello del sole... ed essi andavano e venivano per i quattro angoli del cielo... ". Difficile non vedervi la descrizione di un ufo. Tuttavia le coincidenze non finiscono qui. Il Boncompagni scopre che nella riproduzione del Papiro di Torino contenuta nel Libro dei morti, si vedono chiaramente 3 oggetti volanti. Una buona notizia per i sostenitori della tesi degli avvistamenti.
Gli ufologi esultano ma, nonostante le numerose e suggestive coincidenze, trarre conclusioni affrettate da questi esempi sarebbe ipotecare la verità scientifica. L'unica certezza è che forse anche ai faraoni piaceva la fantascienza...
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