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Donne e televisori, gioie e dolori
Vittorio Cecchi Gori, qualche sassolino nella scarpa?
La ex moglie chiede indennizzi miliardari, le elezioni non sono andate bene e c'è qualche problema con Tmc: i sonni di Vittorio Cecchi Gori non sono più tanto tranquilli.
Il sassolino più fastidioso è sicuramente Rita Rusic. L'affascinante ex modella, che Cecchi Gori (59 anni) sposò nell'83 e dalla quale ebbe due figli, è infuriata con lui e ha deciso di portarlo in tribunale. Vuole la bellezza di circa 2mila miliardi di lire, pari a quasi la metà del patrimonio di Vittorio. Rita sostiene che l'ex marito aveva stretto con lei un accordo prematrimoniale di mutua partnership, e che oltretutto le mancò di rispetto, durante il matrimonio, in molte occasioni, con tradimenti e soprusi di varia natura. Secondo i documenti presentati alla Corte Superiore di Los Angeles, il produttore infranse l'accordo quando, facendo seguito alla richiesta di separazione legale presentata nel giugno 1999, le impedì di partecipare alle attività che la coppia aveva avviato in tutto il mondo e le bloccò l'accesso alle residenze di loro proprietà. La Rusic si è affidata, per questa causa, al legale che vinse un processo analogo intentato contro l'attore Marvin Mitchelson dall'ex compagna Michelle. Una bella gatta da pelare, direbbero i più ottimisti.
Le elezioni non l'hanno certo aiutato a ritrovare un po' di serenità. Dopo aver investito nella campagna elettorale tempo e denaro, aver partecipato ad assemblee e conferenze, aver pure cercato di sfruttare il sex appeal della fidanzata Valeria Marini, Cecchi Gori, che si candidava nelle file dell'Ulivo ad Acireale, ha dovuto bere il calice amaro della sconfitta: Basilio Catanoso, rappresentante della Casa della Libertà, ha infatti vinto nel suo collegio.
Anche gli affari si divertono a diventare sassolini biricchini nelle scarpe del buon Vittorio, che si ostina a considerare non valido il contratto dell'agosto 2000 con cui aveva venduto Tmc e Tmc2 alla Seat. La nullità, per Cecchi Gori, dipenderebbe dal fatto che, a gennaio del 2001, non era ancora arrivata l'autorizzazione dell'Autorità Garante delle Comunicazioni, condizione contrattuale per il completamento della cessione. È per questo che aveva poi disertato la ricapitalizzazione della Cecchi Gori Communication, cosa che ha permesso alla Seat di acquisire il 100% delle due emittenti. Il produttore ritiene, di conseguenza, che anche questo atto sia unilaterale e illegittimo e meriti una nuova offensiva legale. Cecchi Gori lamenta, poi, il mancato versamento del corrispettivo per l'acquisto delle televisioni, «avendo pagato Seat, assurdamente, solo la rata firma del 25% del prezzo concordato».
In questo poco gratificante contesto per Vittorio rimangono, uniche isole felici, l'inossidabile Valeria e la Fiorentina, che ha vinto la Coppa Italia, ma sono poi isole così felici?
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