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il mistero svelato 
Abramo? Era un faraone!

E Mosè un generale egizio. E le vere radici del popolo ebraico?

Da decenni si accavallano teorie diverse, che vogliono spiegare l'origine del popolo ebraico e il periodo oscuro della cattività in Egitto. E qualcuno sussurra: Abramo, Mosè e i grandi della storia d'Israele furono in realtà Egiziani. Mosè? Un generale. Abramo? Un faraone.

L'esasperazione di una teoria che già Sigmund Freud nel suo «Mosè e il monoteismo» aveva avanzato; secondo lui Mosè non era ebreo, ma un nobile egiziano sostenitore della riforma religiosa promossa dal faraone Akhenaton, che voleva sostituire al politeismo della casta sacerdotale un monoteismo che avesse come fulcro l'adorazione del sole, Aton.

Akhenaton riuscì nel suo intento, la riforma portò al taglio di privilegi per i sacerdoti, ma non ebbe seguito da parte del popolo, nonostante il faraone avesse persino abbandonato la capitale Tebe per fondare una nuova città dedicata all'unico dio, la città di Akhetaton. E avesse cancellato con un editto tutti gli antichi dei in favore del solo Aton. A lui successero Tutankhamon e poi Ai, che reintrodusse con la forza il politeismo e perseguitò gli egizi di Akhetaton costringendoli ad andarsene dalla città.

E ora due studiosi francesi, incrociando e studiando testi biblici aramaici ed ebraici hanno verificato che questa cacciata (1330 a.C. circa) coinciderebbe con gli anni dell'esodo biblico. Facendo 2+2, prestando orecchio alle assonanze nei nomi, e basandosi su ricerche archeologiche effettuate di persona, i due francesi di origine ebraica, i fratelli Sabbah, hanno identificato in questa massa di egiziani scacciati e inseguiti il nucleo originario del popolo di Israele.

Guidata da un giovane generale egizio, Ra-Messou, ovvero Mosè, la massa del popolo egiziano degli Yahouds, gli adoratori del faraone, fondò poi il regno di Yahouda ovvero la Giudea. E di assonanza in assonanza, si arriva ad Abramo, la traslitterazione aramaica di Akhenaton.

E se gli Yahouds adoravano un solo dio, Aton, e hanno fondato la Giudea, questo loro dio si è fuso con Javhè, divinità delle tribù semitiche che insieme ad essi hanno fatto nascere Israele. Ergo, il dio ebraico è parente stretto del dio sole egizio. Blasfemo? I due studiosi giurano di no, perché la loro ricerca è fondata nel pieno rispetto delle fonti bibliche. Vedremo.

29 settembre 2000

  Davide Passoni
  dalla rete
Akhenaton e gli ebrei Quale rapporto legava il faraone al popolo di Giuda?
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  Akhenaton
Figlio del faraone Amenofi III, Akhenaton proseguì la svolta verso il monoteismo iniziata dal padre. Sposò molto giovane la bella Nefertiti e, una volta asceso al trono, si presentò come la porta della rivelazione del dio Aton (il sole) agli uomini. Convinto di essere il figlio del dio sole, costruì una città a lui dedicata per staccarsi da Tebe, troppo legata agli antichi culti politeisti che faticavano a morire. La bellissima città di Akhetaton, «orizzonte del sole», divenne la dimora del faraone per tutti i diciassette anni del suo regno. La sua morte è avvolta nel mistero: qualcuno pensa a una congiura ordita dalla stessa Nefertiti per impadronirsi del potere. Ah, l'amore coniugale...
  Jacq-Mania
Forse non avranno il rigore di filologia biblica del saggio dei fratelli Sabbah (che peraltro deve ancora uscire...), ma i libri di Christian Jacq sull'Egitto sono stati e sono tuttora un fenomeno editoriale. Direttore dell' Institut Ramsès, egittologo di fama, romanziere e saggista, Jacq ha contribuito a rendere divulgativa una materia di studio come l'egittologia, riservata per lo più a pochi e pazienti studiosi. «Ramses il figlio della luce», «I segreti dell'antico Egitto», «Per amore di Iside», «L'Egitto dei grandi Faraoni» sono solo alcuni dei suoi best seller che in pochi anni hanno sbancato le librerie d'Europa. Ma uno scoop come quello dei due francesi Jacq se lo sogna...
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