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Multitask e interattivo
Un homo tecnologicus diviso tra scuola e palcoscenico
Nato a Roma, ma trapiantato a Torino, Carlo Infante ha all’attivo numerose collaborazioni e una lunga serie di fiori all’occhiello. Da dieci anni appassionato di internet e nuove tecnologie, è stato uno dei primi in Italia a sperimentare, cinque anni fa, lo streaming, la trasmissione di filmati online. Giornalista freelance, ha scritto per L’Unità, Il Manifesto, La Repubblica, ha lavorato per Radiorai e Rainews24 e ha curato per la Rai il ciclo "Mediamente scuola" come autore e conduttore televisivo.
Pioniere del computer in ogni scuola, ha realizzato, in collaborazione con il Programma di Sviluppo Tecnologie Didattiche del ministero della Pubblica Istruzione, diverse manifestazioni per i Netdays 98 la prima settimana europea dell'Educazione on line. È stato chiamato a far parte di un gruppo di esperti sull'Autonomia Scolastica dal ministero della Pubblica Istruzione, con il compito di curare con particolare attenzione le attività per gli studenti e seguire i possibili sviluppi del rapporto educazione-creatività-multimedia.
Ma la sua vera passione è da sempre il teatro. Con Cyberia - Scenari dell'Immateriale lavora al progetto di un Festival che già nei primi anni Ottanta a Narni sperimentava le relazioni tra performance ed elettronica e che l'ha visto, oltre che direttore artistico, produttore. Fino ai giorni nostri e all’impegnativo compito di mettere mano agli archivi di Agapow, una raccolta di repertori cartacei, magnetici (videodocumenti e opere video) e ipermediali sulle esperienze di confine tra performance, opera video e virtualità.
Nel tempo libero, se ne rimane, collabora con la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università di Siena e l'Istituto di Sociologia della Comunicazione e dello Spettacolo dell'Università di Urbino.
24 aprile 2001
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