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Nerone era mite
Storici e scrittori riabilitano il figlio di Agrippa
Raccontare la storia dell'impero romano e degli uomini che l'hanno reso grande. Questo lo scopo della miniserie televisiva "Imperium", targata Rai Fiction - Lux Video, che ripercorrerà la vita di tre grandi imperatori: Augusto, Nerone e Tito. Nel cast di "Augusto", il primo dei tre film tv in lavorazione, star nostrane del calibro niente meno di Vittoria Belvedere, Anna Valle e Martina Stella (vedi fotogallery), alla sua prima fiction. Ma quale Nerone vedremo sul piccolo schermo? L'assassino sadico e spietato raccontato sui banchi di scuola o l'imperatore buono che amava il teatro e la musica descritto recentemente da alcuni studiosi?
Sì, perché la figura di Nerone, passata alla storia, oltre che per l'incendio di Roma, per il matricidio e per il suo carattere lussurioso, è oggi rivalutata da una buona parte di storici e scrittori. Aspetti positivi della sua personalità sono ritratti, ad esempio, nel libro dell'ex giornalista Richard Holland dal titolo Nerone, l'uomo dietro il mito, uscito nelle librerie britanniche. «Nerone è considerato il leader più ripugnante di tutti. Certamente aveva le sue colpe. Uccise sua madre, fu il diretto responsabile dell'assassinio di alcune persone, inclusi i cristiani scelti come capro espiatorio per l'incendio di Roma. Ma uccise - ha dichiarato l'autore del libro - un numero di gran lunga minore di persone rispetto ai suoi predecessori». Nerone, è convinto Holland, «non era interessato alla tradizione romana della potenza militare, non usciva con le legioni, non conquistava i barbari. Voleva scrivere poesie».
A riabilitare il sovrano scomodo anche l'archeologa e giornalista Marisa Ranieri Panetta in Nerone. Il principe rosso. Per la scrittrice questo imperatore deve essere ricordato non solo come matricida, incendiario, collerico, dissoluto, persecutore di cristiani, simbolo pagano del male, ma come uomo generoso. In pochi forse sanno che protesse Seneca e Petronio, favorì lo sviluppo della grammatica e della retorica. Ma non solo. Anche in amore non fu superficiale. Le sue donne, Ottavia e Poppea, erano di spessore e cultura.
Un ritratto inedito del sanguinario figlio di Agrippa emerge anche dal testo La terribile storia di Nerone, firmato da Andrea Giardina. «Una fama negativa così totale - spiega lo storico - si deve al fatto che gli storici antichi che ne narrarono le imprese erano o senatori o cristiani: in entrambi i casi, suoi nemici». Per molti, invece, egli fu un buon imperatore, come dimostrano i pellegrinaggi della plebe che per anni continuò a portare fiori alla sua tomba. Fu attento alle esigenze dei più poveri e geniale nella sua, per certi versi molto moderna, concezione "spettacolare" della politica. Persino l'incendio di Roma (vedi box a lato), da sempre considerato uno dei disastri della storia antica, non fu opera sua: «Roma bruciò semplicemente - scrive Giardina - perché tutte le città costruite con largo impiego di legno, prima o poi, vengono devastate da un incendio incontrollabile».
25 ottobre 2002
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