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il mistero svelato 
Diana e Dodi: 5 anni dopo, rimane il giallo

Le novità sulla tormentata vicenda ancora aperta

La mattina del 31 agosto 1997 moriva Diana Spencer. Insieme all'ex moglie del principe Carlo perdevano la vita anche il suo fidanzato Dodi Al Fayed e Henri Paul, l'autista della Mercedes che si schiantò contro i pilastri del tunnel parigino dell'Alma. Il mistero che avvolge il tragico avvenimento è ancora fitto. A cinque anni dalla tragedia rimangono molti dubbi legati alla natura della disgrazia.

La versione ufficiale vuole che Henri Paul, l'autista alla guida, fosse ubriaco. Poche settimane fa i genitori dell'uomo hanno annunciato l'intenzione di voler avviare un procedimento davanti ai tribunali francesi per difendere la memoria del figlio. I coniugi sostengono che il campione di sangue analizzato nelle indagini non fosse in realtà quello giusto.

A questo si aggiungono alcune voci d'Oltremanica, secondo le quali il nuovo corner reale (il funzionario che interviene nei casi di morte non naturali o non documentate dai medici curanti) sembrerebbe deciso ad avviare un'inchiesta sulla morte di Lady D. Inchiesta che, nonostante sia imposta dalla legge britannica, non era stata avviata all'epoca dei fatti perché era ritenuta sufficiente quella eseguita in Francia.

Intanto nelle librerie del Regno Unito impazzano, in occasione del quinto anniversario, le ristampe dei volumi sulla vita della principessa. Tra questi, quello dell'ex agente segreto Richard Tomlinson, che nel suo libro accusa proprio i servizi segreti (che l'hanno licenziato qualche anno fa, ndr) della morte dei tre. Vendutissime anche le ristampe di "Diana, la vera storia", scritta dal biografo ufficiale della principessa, Andrew Morton.

Ma il più richiesto è "La vita segreta di Diana", firmato dall'ex ispettore Ken Wharfe, che dal 1988 al 1993 fece da guardia del corpo alla Spencer. Anche Wharfe, come Tomlison, punta il dito sui servizi segreti, che «registravano di routine le conversazioni della principessa». L'autore non scende nei dettagli della vicenda perché altrimenti, dice, rischierebbe di vedersi bloccare la vendita dei libri in Gran Bretagna. Inoltre, in quanto ex ispettore di polizia, è obbligato a non eludere le informazioni segrete acquisite nell'esercizio del suo lavoro. Poco importa: Scotland Yard ha già gridato al tradimento. «Siamo disgustati dalle rivelazioni», fa sapere il capo della polizia di Londra John Stevens.

L'unica cosa certa è che nonostante il monumento in sua memoria sia stato approvato da poco (un parco che sarà pronto solo nel 2004) e malgrado il principe Carlo ormai partecipi alle manifestazioni ufficiali accompagnato da Camilla, i sudditi inglesi continuano a ricordare quella che era soprannominata la "principessa triste".

Secondo un recente sondaggio, infatti, la data della sua morte è la più memorabile nell'ultimo secolo di storia del Regno Unito. Tanto impressa nei ricordi da eclissare eventi come l'inizio della Seconda Guerra Mondiale e del conflitto delle isole Falklands.

30 agosto 2002

  Alessandra Del Re
  dalla rete
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Meglio che niente
Il magnate egiziano Mohamed Al Fayed (proprietario degli arcinoti magazzini Harrods) ha ottenuto una personale vittoria legale. I paparazzi che la notte del 30 agosto si lanciarono all'inseguimento di Dodi e Diana infatti, sono stati accusati di attentato all'intimità privata, reato per il quale rischiano fino a un anno di carcere. Da quattro anni a questa parte Al Fayed ha cercato di farli incriminare per omicidio colposo e omissione di soccorso, ma inutilmente.
La caccia li divide
Carlo e Camilla hanno litigato. La notizia è finita sulle pagine del "Times" uscito il 27 del mese. Il motivo? La caccia. Il principe le avrebbe vietato di partecipare, il 22 settembre, a una manifestazione contro la messa al bando dell'attività. La sua presenza, sostiene Carlo, verrebbe interpretata come una contestazione della linea del governo, che preme per l'abolizione della caccia con i cani.
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