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Pizza e mafia
Un sito tedesco ci scherza su: invidia per la pizza italica?
Dobbiamo dirlo. Ci siamo davvero scocciati di sentire ripetere la solita, scontata e consunta equazione: Italia uguale spaghetti, pizza e mafia. Non basta che all’estero la sfoderino come un marchio di fabbrica. Adesso ci si mettono gli stessi italiani.
In rete abbiamo trovato un sito che si chiama, udite udite, «Pizza Mafia». È l'indirizzo web tedesco specializzato nel portare margherite e napoletane in qualsiasi casa germanica con pochi click del mouse. Gli inventori sono Pasquale Lauria e Stefan Schaffner.
Don Pasquale, come si autodefinisce, aveva un ristorante in Italia. Ma voleva fare qualcosa di più grande, eclatante. Così è emigrato in Germania e ha messo su una pizzeria finché, scoperto internet, ci si è buttato a capofitto. Pizza Mafia consente di prenotare una gran varietà di pizze, assicura un servizio a domicilio rapido e con costi contenuti. Chi non ha il computer può addirittura usare il telefonino wap.
In tutte le pagine foto del film «Il Padrino» e ironici riferimenti alla cinematografia sulla mafia: un’ottima trovata promozionale. Purché stiano attenti agli ingredienti: sarebbe un peccato servire la roncola invece della rucola, ogive piuttosto che olive o magari un bel botto al posto del cotto!
È il concetto che scatena la nostra ira digitale. Ma vogliamo finirla di associare la Penisola alla mafia? Con questa logica potremmo affibbiare mille etichette. Alla Svizzera, per esempio, quella del paese della mucca, del cioccolato e dei verdoni (intesi come dollari imboscati in qualche banca). E gli Usa diventerebbero il paese di Toro Seduto, degli hamburger (al colesterolo) e del Ku Klux Klan.
La verità è che (mafia a parte, ci mancherebbe!), il Bel Paese è assai invidiato all’estero. Ci si consenta il campanilismo. Poche altre nazioni al mondo vantano tradizioni, in questo caso culinarie, tanto famose. La Germania, quanto a specialità famose, non va molto oltre wurstel, crauti e qualche bollito.
11 dicembre 2000
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Pizzaup Il mondo di mozzarella e pomodoro |
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Pizza.it La prima guida ai ristoranti del mondo, nata in internet |
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Patata Le ricette |
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| Pizza Hut |
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Pizza transoceanica? Enjoy Pizza hut. Stiamo parlando probabilmente della più grande catena planetaria di pizzerie, anche in franchising. Nata nel 1958 dal ristorantino messo su a Wichita nel Kansas da due giovani studenti, 10 anni dopo serviva già 1 milione di persone in 310 locali. Negli anni ’70 è sbarcata in Europa e oggi è un colosso. Per molti Paesi è l’equivalente dei fast food in Italia. Uno dei pochi posti (vedi El Salvador o Costarica) dove i giovani si ritrovano per trascorrere la serata. Le pizze che serve sono lontane dal poter soddisfare il gusto degli italiani, abituati a degli ingredienti e una preparazione difficilmente riproducibili. Ma detiene comunque un primato: nessuno è mai riuscito a costruire un business così grande sul piatto tipico italiano. |
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| Pizza.it |
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Volete sapere tutto sul fragrante disco di pasta ricoperto di prelibatezze? Allora dovete farvi un giro su Pizza. È una sorta di enciclopedia web del settore, divisa in sezioni. Riporta l’elenco delle associazioni di categoria, una guida con oltre 22mila pizzerie italiane, segreti e ricette, curiosità, eventi, fiere e molto altro. Siccome l’arte e la professione vanno tutelati, il sito promuove anche corsi di formazione professionale e ospita una rubrica di annunci per far incontrare domanda e offerta di lavoro: ovviamente di pizzaioli. Fra le chicche, un referendum su Salvo, il pizzaiolo de Il Grande Fratello e l’offertissima natalizia: un prosciutto completo acquistabile online al prezzo di 100mila lire (consegna a domicilio). |
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