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L'ululato negato
Stop al... canto del Pastore errante del Caucaso
Guerra dichiarata ai cani di grossa taglia che disturbano i vicini: le ostilità sono aperte nei confronti degli animali che si esibiscono in interminabili latrati. I quattro pastori del Caucaso di proprietà di Aldo Nardi, ex sindaco di Sabaudia hanno perso la possibilità di abbaiare. Lo ha stabilito una recente sentenza del Giudice Unico di Latina.
I proprietari del terreno adiacente a quello dove i cani si esibivano in estenuanti performance canore, arrivati al limite della disperazione, hanno fatto ricorso alla giustizia per disturbo della quiete pubblica.
Il giudice ha stabilito per prima cosa che i maestosi esemplari debbano essere confinati "in un'area che eviti loro di abbaiare" dalle ore 14 alle 16 e dalle 22 alle 9, e poi che la villa debba essere modificata per limitare i movimenti degli irrequieti colossi: il loro padrone dovrà infatti "costruire una chiusura con profonde fondamenta, tali da impedire ai cani di passare, attraverso buche da essi stessi scavate", nella proprietà altrui.
Misure straordinarie che indicano chiaramente l'esuberanza dei quattro cani. D'altronde il pastore caucasico ha sangue lupino nelle vene e più che abbaiare spesso tende a ululare, producendo un suono molto forte, quasi insopportabile per gli uomini.
Ma c'è chi non è d'accordo con la sentenza. Paola De Nicola, responsabile nazionale per il randagismo della Lega Anti Vivisezione, ha affermato: «Non si può parlare di disturbo della quiete pubblica, dato che le lamentele sono state espresse da un solo vicino. Per di più, dalla pianta della proprietà risulta che non si tratta di un condominio, dove il latrato tenderebbe a rimbombare, ma di terreni adiacenti».
La Lav è stata informata del caso soltanto dopo il pronunciamento della sentenza e intende intervenire in appello, il 10 ottobre prossimo. La difesa dei quattro cani farà perno sul ritmo sonno-veglia, che di fatto impedisce il protrarsi continuo dei latrati. Tra i precedenti favorevoli c'è il pronunciamento del Giudice di Pace di Taranto, su un caso molto simile. Il guanto della sfida è lanciato, perché ai quattro cagnoloni sia restituita la facoltà di ululare.
24 agosto 2002
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