|
Lui sadomaso, lei gli lancia i piatti
La Cassazione dice no alle prestazioni estreme, se imposte
È lecito intrattenere rapporti sadomaso nell'ambito di una una coppia? Un secco no a manette, gatti a nove code, maschere e altri strumenti di perversione proviene dalla Corte di Cassazione: possono dare luogo a ossessioni e insicurezze. Questa è la storia travagliata di una separazione tra due coniugi: l'uomo aveva ottenuto la possibilità di risposarsi con dispensa, dato che il suo precedente matrimonio non era mai stato consumato.
Siamo a Biella, dove l'imprenditore Lorenzo non è stato fortunato neppure in seconde nozze: ha presto avuto problemi coniugali con la moglie Fabrizia, che a differenza di lui non amava le prestazioni estreme nell'intimità dell'alcova. Lei aveva parlato di tutto ciò al suo psicanalista: aveva affermato che alle richieste particolari di suo marito «era impossibile sottrarsi». In tutta risposta lui ha fatto irruzione nello studio del terapista nel corso di una seduta, accusando la moglie di aver rivelato episodi che a suo parere «avrebbe dovuto tacere».
La Suprema Corte ha interpretato il comportamento come «una manifestazione di aggressività e di pressioni volte a condizionare la volontà della moglie. La Corte d'appello di Torino, nel giudizio precedente, aveva invece definito Lorenzo come un individuo instabile. La colpa dello screzio, dunque, non sarebbe stata certamente da addebitare a lui. Si sarebbe trattato di un "anormale". Gli "ermellini" di piazza Cavour hanno annullato il precedente giudizio, esprimendosi in questo senso: «l'evenienza dei rapporti sadomasochistici, che secondo la corte territoriale potrebbe costituire un indizio dell'anormalità delle condizioni psicologiche del marito, costituisce solo un'ipotesi e comunque dimostrerebbe unicamente l'esistenza di una devianza di carattere sessuale».
Il caso ora tornerà davanti a un'altra sezione della Corte d'Appello di Torino, che dovrà prenderlo in esame ex novo. La vicenda è ancora aperta: la consorte infatti reagiva a modo suo al rapporto conflittuale tra i due, facendo scenate e lanciando piatti contro l'imprenditore, che del resto non lesinava le percosse. Il comportamento di lei non stona affatto con le esigenze sessuali di lui: questo modo di reagire fa pensare che non ci sia, in questa vicenda, un vero colpevole.
29 giugno 2002
|
|