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Il vero Robinson Crusoe
Il naufrago che ha ispirato Defoe si chiamava Henry Pitman
«Sono nato nell'anno 1632, nella città di York, da una buona famiglia (...) fui chiamato Robinson Kreutznaer ma, per l'abitudine che si ha in Inghilterra di storpiare le parole, siamo ora chiamati (...) Crusoe». Comincia così il celeberrimo romanzo "La vita e le straordinarie, sorprendenti avventure di Robinson Crusoe" di Daniel Defoe, dato alle stampe nel 1719.
Da quella data, chiunque si sia imbattuto nelle suggestive vicende del naufrago che «visse 28 anni in un'isola deserta sulle cose dell'America, presso la foce del gran fiume Orinoco» (come recitava il frontespizio della prima edizione stampata a Londra), chiunque abbia letto e riletto questa storia di mari aperti e di pirati, di solitudine e di una straordinaria amicizia si è chiesto chi fosse davvero quest'uomo, quale fosse il suo vero nome, l'identità nascosta dietro il travestimento romanzesco.
Nessun mistero. La risposta è riportata sui libri di storia: i contemporanei di Defoe hanno da subito dato per certo che il protagonista reale del naufragio fosse un certo Alexander Selkirk, un marinaio scozzese abbandonato per quattro anni sull'isola di Juan Fernandez, a 400 miglia da Valparaiso.
Più di duecento anni dopo, qualcuno ha messo in discussione questa certezza. È infatti uscito in libreria "Seeking Robinson Crusoe", a firma di Tim Severin. L'autore inglese ha dato un volto e un nome completamente nuovi al celeberrimo naufrago.
Studiando i documenti a sua disposizione, Severin ha concluso che il personaggio che ha ispirato Defoe era in realtà un chirurgo spedito in esilio alle isole Barbados, come "ribelle condannato", dopo aver partecipato alla rivolta del Duca di Monmouth contro Giacomo II, nel 1685.
Per la cronaca, anche Defoe prese parte alla stessa insurrezione ma, per ragioni "politiche", riuscì a scampare alla severissima punizione. Nel libro di Severin, ci sono altri dettagli interessanti: il naufrago originale sarebbe un certo Henry Pitman, visto che nella sua storia (raccontata in un libretto di appena 30 pagine dal titolo "La relazione sulle grandi sofferenze e le strane avventure di Henry Pitman, chirurgo", pubblicato nel 1689), compare anche un selvaggio che ricorda molto da vicino Venerdì, l'indigeno col quale Crusoe trascorse molto tempo sull'isola.
Gli elementi che Tim Severin porta a conferma della sua tesi sono molti (non ultimo che il libretto del 1689 e il romanzo di Defoe uscirono dalle stamperie dello stesso editore, Taylor). Non resta che leggerli e decidere: Alexander o Henry?
28 giugno 2002
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