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ira digitale 
Vita dura per i maghi in tv, forse

Firmato un codice salva creduloni

Per il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri è stato un passo avanti. Per l'associazione "Telefono antiplagio" si è trattato dell'ennesima truffa ai danni dei consumatori. Il 4 giugno, con la firma da parte di tutte le televisioni, pubbliche e private, è entrato formalmente in vigore il Codice di autoregolamentazione sulle televendite.

Gasparri l'ha definito «uno strumento che vuol anche essere una presa di coscienza del problema da parte delle emittenti, a loro volta interessate a salvaguardare i propri inserzionisti, oltre che i telespettatori».

Sottoscrivendo la normativa sulle vendite tv di beni e servizi di astrologia, di cartomanzia e assimilabili, servizi relativi ai pronostici su lotto, enalotto, totocalcio e altri giochi, le tv si sono impegnate a «evitare ogni forma di sfruttamento della superstizione, della credulità o della paura». E ancora, le trasmissioni non dovranno «ingannare il pubblico sul contenuto dei servizi, né creare timori o aspettative palesemente ingiustificate, né contenere richieste di denaro». 

Per vigilare sull'osservanza delle norme è stato istituito un comitato di controllo che nei casi di palese e grave violazione delle regole, può adottare provvedimenti provvisori, come l'ammonizione o l'invito a sospendere le trasmissioni sino all'esito del procedimento.

Eppure non tutti sono soddisfatti: «Il codice di autoregolamentazione delle televendite si è rivelato una truffa per i consumatori, che non verranno assolutamente tutelati». Lo sostiene l'associazione "Telefono antiplagio" sottolineando che «i crimini più gravi dei "maghi" vengono commessi fuori onda, in privato, e non in diretta tv: nessuno quindi potrà controllare realmente ciò che fanno (da soli o in complicità con l'emittente)».

Una domanda sorge spontanea: se non fosse stato per la telespettatrice di Striscia la notizia, Vanna Marchi sarebbe ancora libera di venderci sali magici, fanghi e speranze?

16 giugno 2002

  Giorgia Camandona
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Che colpa ne ho
Il Mago Nicola, all'anagrafe Nicola Quarta, è stato condannato a 3 anni di reclusione per truffa aggravata. Tra il '93 e il '97 aveva indotto i clienti a versargli dai 2 ai 4 milioni di lire per liberarli dalle situazioni che lui definiva di "negatività". Nicola Quarta era diventato popolare per essere stato ospite del Processo di Biscardi e della trasmissione "Porta a Porta", dove, replicando a Bruno Vespa, disse: «Ma insomma, che colpa ha uno se nasce mago?».
Finti preti
Fingendo di essere un sacerdote un uomo è riuscito a vendere a due anziane di Mesagne (Brinidisi) alcune medagliette in oro falso con l' immagine di Padre Pio, facendosele pagare 800 euro ciascuna. Il truffatore, ora ricercato, ha persino invitato le donne a pregare con lui in vista della canonizzazione del religioso.
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