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Vita dura per i maghi in tv, forse
Firmato un codice salva creduloni
Per il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri è stato un passo avanti. Per l'associazione "Telefono antiplagio" si è trattato dell'ennesima truffa ai danni dei consumatori. Il 4 giugno, con la firma da parte di tutte le televisioni, pubbliche e private, è entrato formalmente in vigore il Codice di autoregolamentazione sulle televendite.
Gasparri l'ha definito «uno strumento che vuol anche essere una presa di coscienza del problema da parte delle emittenti, a loro volta interessate a salvaguardare i propri inserzionisti, oltre che i telespettatori».
Sottoscrivendo la normativa sulle vendite tv di beni e servizi di astrologia, di cartomanzia e assimilabili, servizi relativi ai pronostici su lotto, enalotto, totocalcio e altri giochi, le tv si sono impegnate a «evitare ogni forma di sfruttamento della superstizione, della credulità o della paura». E ancora, le trasmissioni non dovranno «ingannare il pubblico sul contenuto dei servizi, né creare timori o aspettative palesemente ingiustificate, né contenere richieste di denaro».
Per vigilare sull'osservanza delle norme è stato istituito un comitato di controllo che nei casi di palese e grave violazione delle regole, può adottare provvedimenti provvisori, come l'ammonizione o l'invito a sospendere le trasmissioni sino all'esito del procedimento.
Eppure non tutti sono soddisfatti: «Il codice di autoregolamentazione delle televendite si è rivelato una truffa per i consumatori, che non verranno assolutamente tutelati». Lo sostiene l'associazione "Telefono antiplagio" sottolineando che «i crimini più gravi dei "maghi" vengono commessi fuori onda, in privato, e non in diretta tv: nessuno quindi potrà controllare realmente ciò che fanno (da soli o in complicità con l'emittente)».
Una domanda sorge spontanea: se non fosse stato per la telespettatrice di Striscia la notizia, Vanna Marchi sarebbe ancora libera di venderci sali magici, fanghi e speranze?
16 giugno 2002
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