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alla sbarra 
Scene da un divorzio

Una donna ottiene i "danni esistenziali" dal marito fedifrago

Una donna è a tal punto trascurata dal marito, da cadere in depressione. I coniugi decidono di separarsi e la moglie richiede ai giudici una decisione unica nel suo genere: un risarcimento danni. Alla radice dei problemi della coppia c'era un'incompatibilità di carattere portata alle estreme conseguenze, ma la responsabilità della frattura è stata addebitata al marito.

Aveva invitato la sua consorte, in stato interessante, a interrompere la gravidanza al terzo mese: la data per l'intervento era stata fissata, ma alla fine la donna aveva desistito. Il risultato? Una gravidanza difficile.

Il marito era perennemente in silenzio, al punto che si esprimeva soltanto per iscritto. È anche probabile che avesse la coscienza sporca perché da un anno intratteneva una relazione extraconiugale. La moglie era giunta a interpellare i carabinieri almeno due volte, allo scopo di denunciare la scomparsa del compagno, futuro padre di suo figlio. Lui, del resto, non dimostrava alcun interesse nella sorte della prole.

Insomma: le esigenze morali e materiali della moglie erano totalmente passate sotto silenzio, facendola cadere in uno stato di grave prostrazione. Un danno di tipo esistenziale, psicologico, che secondo il tribunale di Milano, nell'ambito della separazione, vale 5160 euro. Le interpretazioni fornite dai media in merito a questa richiesta di risarcimento unica nel suo genere sono state varie e non sempre corrette.

C'è chi ha parlato di danni morali, ma la legale della donna ha chiarito il concetto: «Non possiamo parlare di danni morali, bensì di danni esistenziali. Ci sono danni morali quando si configura un reato. In questo caso manca l'illecito penale, ma il danno è presente. Si parla di lesione della vita di relazione e delle attività realizzatrici della persona». Neanche a dirlo, il dibattito è ancora aperto (vedi box a lato).

15 giugno 2002

  Isabella Lopardi
  dalla rete
Centro Studio Dedicato a separazioni, divorzio, affido dei minori
Donna Denuncia Associazione che si occupa di tutela dei minori, delle donne, degli anziani
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E adesso?
Provate a immaginare cosa accadrebbe se fosse il coniuge, e non la coniuge, a richiedere in sede di separazione un risarcimento danni simile a questo. Probabilmente lo otterrebbe: il legislatore si è già pronunciato in modo simile per quanto riguarda il mantenimento, che va a favore del coniuge economicamente più debole a prescindere che si tratti del marito o della moglie.
Vita da cani
Succede in Spagna: marito e moglie si separano e lei si tiene il cagnolino che fino ad allora aveva convissuto con loro. Alle proteste del marito, il giudice ha stabilito che l'animale passerà i fine settimana con l'uomo, mentre la donna ne avrà la custodia durante la settimana. Con la sentenza, ha commentato l'avvocato che si è occupato del caso, i diritti degli animali sono finalmente riconosciuti.
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