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Chiese scomparse
Dove sono finite le chiese che mancano a Milano?
Milano, la capitale del Nord, la città più europea e moderna d'Italia. Una metropoli in continuo divenire, che nella sua storia millenaria ha distrutto e seppellito parte del proprio immenso patrimonio storico e artistico.
Nemmeno le chiese sono state risparmiate. Altro che privilegi. Il progresso chiama, la legge impone, la razionalità subordina. Già, ma perché Milano ha sacrificato una parte consistente del proprio passato eliminando nel corso della storia edifici religiosi bellissimi?
Le ragioni sono disparate e variano a seconda delle epoche storiche: per mania di modernismo, per erigere nuovi edifici, per l'opera razionalizzatrice di San Carlo Borromeo (capace di eliminare chiese troppo vicine o in conflitto tra loro), per il riformismo napoleonico della Repubblica Cisalpina, oppure solo perché cadenti a pezzi.
L'abitudine di fare restyling nel tessuto urbano ha radici molto lontane nel tempo a Milano.
Nel tardo '400 per erigere l'attuale Duomo vennero sacrificate S.Tecla e S.Maria Maggiore le due antiche chiese vescovili, allora molto malandate.
Molte altre chiese vennero abbattute perché incompatibili con l'assetto urbano che di volta in volta Milano assumeva. È il caso di S.Maria della Scala, chiesa di origini viscontee, abbattuta nel 1776 per far posto all'attuale teatro; l'imponente S.Giovanni in Conca tolta di mezzo nei primi anni del Novecento per agevolare il tracciato della centralissima via Mazzini o S.Francesco Grande, chiesa che ospitava la Vergine delle Rocce di Leonardo, rasa al suolo nei primi anni dell'Ottocento per far posto all'attuale caserma Garibaldi. E queste sono solo alcune.
Venti di queste chiese scomparse (ma non dimenticate) rivivono in una bellissima pubblicazione in tre volumi curata dal prof. M.Caciagli intitolata «Milano, le chiese scomparse» edita dalla Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco, presso la quale può essere acquistata al prezzo di 210mila lire (80mila il singolo volume). Da non perdere anche l'esperimento della ricostruzione virtuale su cd rom.
24 novembre 2000
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