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Aborto e gogna virtuale
Online foto di donne che interrompono la gravidanza
Non vi parleremo dell’aborto. Non ci addentreremo nelle infinite e complesse questioni etiche e sociali che riguardano questo argomento. Non vi racconteremo le storie di centinaia di migliaia di donne che hanno fatto questa scelta, più o meno volontariamente. E non vi spiegheremo i loro sentimenti, il perché l’hanno fatto e nemmeno vi disegneremo il confine che divide un intervento legale da una pratica criminale.
Il nocciolo incandescente che accende le spira di questa “Ira digitale” è il contenuto di un sito internet dedicato all’aborto di cui News2000 si era già occupato circa un anno fa. Al di la di tutte le considerazioni, le opinioni, le valutazioni personali e normative ci limiteremo ai fatti: il resto, spetta a voi. Questo sito è online, senza limitazioni, senza barriere d’accesso, login e password. Rispetto allo scorso anno si presenta accresciuto nelle sezioni e nei contenuti.
Si chiama “AbortionCams – Christian Gallery”, si considera un servizio d’informazione giornalistica ed è realizzato da una delle associazioni anti-abortiste presenti negli Stati Uniti. Il suo scopo è presto detto: mostrare le foto delle ragazze e delle donne che vanno in ospedale o in una clinica a interrompere la loro gravidanza. Perché? Neal Horsley, che è il proprietario, e tutti i suoi adepti ritengono che sia un valido deterrente alla pratica dell’aborto: «La pubblicazione – è scritto all’interno del sito – delle immagini su internet delle madri che vanno a uccidere i loro bambini può essere uno dei migliori fattori di dissuasione».
Chi ha messo a punto questa iniziativa liquida così anche la questione della privacy: «Se gli assassini seriali subiscono la censura pubblica, perché le donne infanticide dovrebbero esserne immuni? Come può essere definita vittima una donna che uccide il proprio bambino? Sono delle assassine e la loro malvagità deve essere punita dalla legge e da Dio».
Il meccanismo di funzionamento dell’organizzazione anti-abortista si basa sulla collaborazione di decine di attivisti sparsi per gli Stati Uniti. Armati di macchina fotografica digitale si posizionano fuori dalle cliniche in attesa dell’arrivo delle ragazze che devono abortire. Una volta immortalate, le immagini vengono inserite sul sito dove tutti possono vederle. L’organizzazione si sta allargando a macchia d’olio e adesso cerca adepti in ogni stato.
Sul sito sono presenti anche immagini molto crude che riguardano feti e interventi chirurgici di interruzione della gravidanza. In più, c’è una sezione dedicata ai video che riprendono le ragazze prima o dopo l’aborto oltre a due maxifilmati (anch’essi sconsigliabili a un pubblico non adulto) con decine di embrioni mai nati.
Questi contenuti che si trovano online possono fare scandalo, possono piacere, possono offendere, essere considerati un’iniziativa giusta o sbagliata. Non spetta a noi il compito di valutare tutto questo, ma di lanciare un segnale di profonda riflessione. Sul tema dell’aborto, se volete, ma più specificamente sull’uso della rete e su ciò che deve e non deve essere considerato informazione.
2 giugno 2002
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